Non facciamo morire la Fiera Antiquaria di Arezzo, riceviamo e pubblichiamo…

Buonasera, desidero pubblicare questa mia lettera rivolta all’ Amministrazione comunale di Arezzo, dove esprimo la mia opinione e quella di alcuni miei colleghi, con l’intento di non far morire la Fiera Antiquaria.

Spett. le amministrazione comunale ed assessore al commercio,mi chiamo Marco Fabiani ed abito a Monte San Savino.

In occasione della Fiera Antiquaria sono titolare del posteggio n. 257 sito in Via Vasari.

A partire dall’età di 7 anni (agli inizi degli anni ’70) ho iniziato a frequentare la Fiera, inizialmente con mio padre, che all’epoca aveva un negozio di antiquariato

all’interno delle Logge Vasari, in seguito abbiamo anche avuto un’ altro negozio in Piazza Grande fino alla fine degli anni ’90.

Dal 2001 ho iniziato a partecipare alla Fiera come ambulante, prima come spuntista ed attualmente come titolare di posto fisso, posso quindi affermare che per me, come per altri miei colleghi, questo evento è stato ed è un fedele compagno di vita con cui abbiamo condiviso fanciullezza, adolescenza e maturità.

Tutto questo, non voglio essere patetico credetemi, per farvi comprendere quale attaccamento ed affetto nutro per la Fiera Antiquaria di Arezzo, come recita lo slogan “ DAL 1968 LA PIU’ ANTICA, LA PIU’ GRANDE” ed aggiungo Io la più BELLA.

Nei giorni passati, in seguito ad alcuni colloqui telefonici che ho avuto con l’ufficio del commercio del comune che Voi rappresentate, ho appreso che ancora non sono state prese decisioni in merito al pagamento del suolo pubblico inerente alla Fiera Antiquaria, e che al momento gli espositori sarebbero tenuti a pagare la tassa per l’occupazione del suolo pubblico (COSAP) anche per le edizioni che non sono stato svolte e che purtroppo non si svolgeranno neanche nei mesi futuri.

Voglio precisare inoltre che il mancato svolgimento della manifestazione non è dipeso dalla volontà di noi espositori, ma per effetto di un Decreto Presidenziale resosi necessario dalla greve emergenza sanitaria che sta colpendo il nostro paese ed il mondo intero.

Io, come altri miei colleghi, credo, che nell’eventualità in cui dovessimo pagare il suolo pubblico anche per quelle edizioni che non si sono svolte e delle altre che non si svolgeranno, di subire una grave ingiustizia, del resto non avendo occupato suolo pubblico, per quale ragione dobbiamo pagare?

Personalmente mi sentirei molto offeso ad essere considerato solo una mucca da mungere ed un mezzo per fare cassa.

Vorrei far notare inoltre che già nei mesi passati molti espositori hanno deciso di emigrare verso altre piazze per vendere la loro merce, lasciando così molti posti vuoti all’interno del mercato e che molto spesso neanche con gli spuntisti si riescono ad occupare.

Tutto ciò anche perché molti miei colleghi non hanno accolto di buon grado alcune decisioni prese dall’amministrazione, quali ad esempio, quella di essere soggetti a multa in caso di abbandono anticipato della Fiera.

Purtroppo tale atteggiamento è necessario quando gli eventi atmosferici, come pioggia o vento forte possono danneggiare la merce esposta e l’incolumità degli espositori e dei visitatori stessi, che in caso si verifichino i suddetti eventi atmosferici sono i primi ad andarsene.

E’ il nostro lavoro e come tale ci dà da vivere, quindi è nel nostro stesso interesse rimanere in Fiera più a lungo possibile quando ci sono le condizioni per lavorare, non abbiamo nessun interesse ad abbandonare il mercato in anticipo se non per tutelare la nostra merce e la nostra salute.

Un altro fattore concomitante che ha spinto alcuni espositori ad abbandonare definitivamente la Fiera, è stato quello di vedersi togliere il posto in Piazza Grande in occasione dell’edizione di Dicembre per fare posto al mercatino tirolese, che dal momento che ci è stato concesso con assegnazione decennale, è un nostro diritto acquisito.

Dover far pagare il suolo pubblico anche quando questo non è stato occupato credo sia un ulteriore invito all’abbandono della Fiera.

Un evento che dà da vivere non solo agli espositori, ma anche a tutta la filiera ad essa collegata, restauratori, intagliatori, corniciai, laccatori, doratori, ecc. oltre a bar, ristoranti, alberghi, negozi di alimentari, tabacchini ecc. che in assenza della fiera alcuni sarebbero costretti a chiudere.

In un momento difficile come questo penso che ognuno debba fare la propria parte, anche per una questione morale, del resto è proprio nei momenti di crisi e dai piccoli gesti che si vedono le grandi persone.

Vi prego pertanto di esonerare (non a rimandare) gli espositori dal pagamento del suolo pubblico per quelle edizioni alle quali non possono partecipare causa  Covid 19.

Non facciamo morire la Fiera Antiquaria di Arezzo, LA PIU’ ANTICA, LA PIU’ GRANDE, LA PIU’ BELLA.

MARCO FABIANI

 

2 COMMENTI

  1. Speriamo che ci sentano; anzi, trattandosi di una lettera, che ci vedano.
    Naturalmente, la pur importantissima facoltà della vista sarebbe inutile
    nel caso in cui si abbia a che fare con analfabeti.

  2. Per il comune di Arezzo nel mondo del commercio ci sono figli e figliastri . Nel 1968 le amministrazioni comunali pensavano in grande e per il futuro, dagli anni 2000 incassare consumare in fretta e oggi , domani vedremo.

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