Sfida all’Ok Covid tra Ghinelli e D’Urso

In fondo eravamo preoccupati.

Il sangue aretino ed il suo linguaggio sono sempre stati vivaci.

Il sindaco Ghinelli, invece, sembrava aver intrapreso la strada del buon padre di famiglia nelle sue dirette delle 18,30.
L’invito ad essere attenti era quasi da educande: mi raccomando, state attenti, non lasciate dei “ricordini” a chi vi sta vicino, mettete la mascherina.

Eppure vedevamo il governatore della Campania De Luca fregarci addirittura delle parole come “cinghialoni” anche se in aretino stretto si dice “cignali”:

Dice De Luca: “Ho trovato gente che faceva footing in mezzo alle famiglie e questo non è possibile.
E non c’erano a fare footing ragazze toniche con fuseaux, io ho trovato vecchi cinghialoni della mia età che andavano a correre senza mascherine, andrebbero arrestati per oltraggio al pubblico pudore: vanno a fare footing in mezzo alle famiglie e ai bambini”.

Ghinelli, forse troppo preso dal suo show serale, preferiva mantenere un tono basso e rassicurante addirittura presentandosi con un gattino, che fa sempre tenerezza.

Dove era andato a finire lo spirito del botolo ringhioso aretino che De Luca aveva acquisito così bene?

Da qualche giorno, però, il sindaco aveva ripreso una grinta inaspettata polemizzando aspramente con il direttore generale Usl D’Urso (attenzione, non è la D’Urso).

Così ieri sera, in un match su Teletruria, abbiamo visto Ghinelli attaccare senza mezzi termini il direttore generale Usl reo di non averlo coinvolto in tutte le informative importanti.
E così abbiamo potuto risentire il linguaggio sanguigno del nostro territorio come:

  • il sindaco non è belzebù, siamo lontani per il distanziamento sociale, quindi non c’è rischio di accapigliamento.

Capito?
Perché se erano più vicini c’era il rischio di qualche labbrone?

E poi insiste: guardiamoci nelle palle degli occhi perché lei usa il divide et impera, mi chiama quando servo a voi.

D’Urso replica, si vede cercando di non accettare troppe provocazioni, ma la distanza tra i due è siderale e forse sarebbe bene capire meglio il perché, visto la delicatezza dei ruoli.

Ai tentativi diplomatici del D’Urso un De Luca avrebbe lanciato un “sei un fratacchione”.

Ma solo alla fine, quando il buon conduttore Caneschi, visibilmente imbarazzato, trova una risposta a tutto chiedendo i loro segni zodiacali.

D’Urso lancia la prima carta e dichiara con orgoglio di essere capricorno – attaccato alla terra – aggiunge.

Il sindaco Ghinelli, sorride e svela il suo poker: sono leone – e fa capire di essere lui il re.

Madunnina, speriamo che questo virus scompaia presto sennò in questo cumbrugliume se le dan secche e a noi c’embavano come glie pare!

 

Luciano Petrai
Di professione “curioso”, ha attraversato negli anni ’80 le speranze ecologiste collaborando attivamente con gli Amici della Terra – Italia. Ha cavalcato le delusioni politiche e sociali attraverso una buona dose di auto-ironia e di sarcasmo. Attualmente fa parte della redazione del periodico “Essere” ed esprime note e lazzi in una frequentata pagina facebook . Ed ora l’esperienza ne “L’ortica” per continuare a pungere divertendosi.

1 COMMENTO

  1. Voglio fare notare la totale inutilità per il comune di sapere i nome o l’ubicazione dei negativi in quanto, una volta fatto il tampone, solo dopo 10 minuti tecnicamente il soggetto negativo può diventare positivo. E’ come se la negatività per quanto bella sia precaria, sia uno stato che si deve rinnovare “puntualmente”, mentre essere positivi purtroppo quello è uno stato che si protrae per un tempo n. A ruota il positivo quando inizierà ad esser per sua fortuna negativo, rientrerà nel circolo cabalistico dei negativi.
    Di pari passo non credo che la ASL nasconda al comune il numero totale dei tamponi fatti.
    Statistica, filosofia, scienza.

LASCIA UNA RISPOSTA