Il Ghinelli, la Tanti, il Ralli, la Nisini e l’inchiesta COINGAS

Ghinelli e Tanti (innamorati politici) sono nella stessa condizione di politicamente isolati.
Il primo non ha più ORA Ghinelli, che gli permise di essere eletto sindaco contro l’allora imberbe Matteo Bracciali, mentre la seconda ha scelto in estate di farsi molti nemici in Forza Italia aderendo alla non pervenuta formazione politica di Toti.

Il sindaco ha sul collo la mannaia delle indagini per la questione COINGAS, indagini che proseguono in attesa che in tribunale possa testimoniare l’assessore Merelli, quello che potrebbe più o meno coinvolgerlo nell’affaire giudiziario dell’anno.

Ghinelli e Tanti sono ormai coppia di fatto, e vorrebbero essere confermati nella loro poltrona (Il sindaco in realtà spera ancora nella presidenza della regione…) ma l’una dipende dall’altro.

Solo Ghinelli può confermare Tanti (che dice: non mi piace lasciare il lavoro a metà…).
Ma tutto è ingarbugliato e non sarà certo la difesa a spada tratta (sempre puntuale) da parte di Tanti a garantire qualcosa al sindaco.

Ralli, l’unico che vorrebbe essere candidato dal PD a sindaco (anche se non sarà facile…), attacca non appena sa della richiesta di proroga delle indagini su Ghinelli e non si accorge che a forza di rinvii di interrogatori e indagini, si farà il tempo delle elezioni e Ghinelli non potrà essere schiodato dalla posizione di candidato delle destre…

Ma la candidatura di Ghinelli, alla Regione o al comune, non dipende soltanto dall’affare COINGAS, bensì dalla Lega. Sì, perché ormai il partito più forte della destra è anche da noi quello di Matteo Salvini e chi si vuol candidare con quella parte politica deve passare per forza da lì.

Così diventa importante anche l’appoggio della Nisini, unica leghista che sa leggere e scrivere in un italiano decente ad Arezzo (anche se è piemontese…).

Passerà ancora del tempo prima che le cose si chiariscano, almeno quanto ne manca alla diffusione dei risultati delle elezioni amministrative in Emilia Romagna e Calabria.

Pietro Aretino
« Qui giace l'Aretin, poeta Tosco, che d'ognun disse mal, fuorché di Cristo, scusandosi col dir: "Non lo conosco"! » (Ironica epigrafe indirizzata all'Aretino da Paolo Giovio[1]) È conosciuto principalmente per alcuni suoi scritti dal contenuto considerato quanto mai licenzioso (almeno per l'epoca), fra cui i conosciutissimi Sonetti lussuriosi. Scrisse anche i Dubbi amorosi e opere di contenuto religioso, tese a farlo apprezzare nell'ambiente cardinalizio che a lungo frequentò.

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