Aretini brava gente – ci si diverte prendendoci a calci in culo a quaranta metri

E alla fine fu la torre al Prato.
Dopo aver rinunciato ob torto collo alla ruota panoramica più grande di quella dello scorso anno (costosa e impegnata), dopo aver provato senza successo a farsi pagare il Natale Aretino dai cittadini con una tassa di scopo (chiamata per l’occasione crowdfunding), all’ultimo lancio il Prato viene dotato, da qui a gennaio, di una torre calcio in culo.

Sì, il calcio in culo, la giostra che tutti conosciamo; solo che chi vorrà potrà salirci e girare a quaranta metri di altezza con vista panoramica.

Chi vorrà provare il brivido potrà cimentarsi.
Nel mio caso, essendo io pavido, più che di un’attrazione si tratta di repulsione, ma non siamo tutti uguali.

E speriamo che vada tutto bene.

Pietro Aretino
« Qui giace l'Aretin, poeta Tosco, che d'ognun disse mal, fuorché di Cristo, scusandosi col dir: "Non lo conosco"! » (Ironica epigrafe indirizzata all'Aretino da Paolo Giovio[1]) È conosciuto principalmente per alcuni suoi scritti dal contenuto considerato quanto mai licenzioso (almeno per l'epoca), fra cui i conosciutissimi Sonetti lussuriosi. Scrisse anche i Dubbi amorosi e opere di contenuto religioso, tese a farlo apprezzare nell'ambiente cardinalizio che a lungo frequentò.

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