Boccaloni a colazione

La mattinata aretina è trascorsa tra allarme, panico, pacco bomba e Poste Centrali evacuate.

Giornalisti d’ogni lignaggio sono stati testimoni della mobilitazione delle forze dell’ordine e dei Vigili del Fuoco.

Alla fine dell’ambaradan che ha bloccato gli uffici postali della sede di Arezzo per tutta la mattina e generato fiumi di inchiostro (virtuale) più o meno sensati, il pacco si è rivelato essere una borsa della spesa di una signora che l’ha dimenticata alla Posta dopo aver effettuato un’operazione allo sportello.

Stavolta l’Ortica ha fatto la scelta giusta e non si è aggiunta al coro, ma ha preferito attendere la conclusione degli eventi.

D’altronde non c’erano ostaggi in mano a un folle omicida.

La notizia si è sgonfiata, dunque, ma c’è da scommettere che domani i titoli sul nulla si sprecheranno ancora, anche sul cartaceo. “Arezzo: allarme bomba ha tenuto in scacco…”
Porannoi…

Pietro Aretino
« Qui giace l'Aretin, poeta Tosco, che d'ognun disse mal, fuorché di Cristo, scusandosi col dir: "Non lo conosco"! » (Ironica epigrafe indirizzata all'Aretino da Paolo Giovio[1]) È conosciuto principalmente per alcuni suoi scritti dal contenuto considerato quanto mai licenzioso (almeno per l'epoca), fra cui i conosciutissimi Sonetti lussuriosi. Scrisse anche i Dubbi amorosi e opere di contenuto religioso, tese a farlo apprezzare nell'ambiente cardinalizio che a lungo frequentò.

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