Qualcuno deve dirlo: il crowdfunding dell’Arezzo è una boiata pazzesca…

Si annuncia e si spiega, ma non può partire perché ancora non ha l’ok del socio di minoranza Orgoglio Amaranto (che statuto ha l’Arezzo, visto che con l’uno per cento si può bloccare un’iniziativa di chi ha il 99%?).

Il crowdfunding è una raccolta fondi con “premi”, nel senso che chi versa una cifra tra quelle previste riceve in cambio un vantaggio o una partecipazione societaria.

Tutto o quasi il raccolto sarebbe destinato alla ristrutturazione del centro sportivo delle giovanili a Le Caselle, ma il comune, che ne è proprietario, non ne sa niente… Non solo, si dice (dicono i bene informati) che c’è un’azienda interessata a intervenire sullo stadio e i dintorni per conto dell’Arezzo, questo  anche per realizzare un “villaggio Amaranto” da quelle parti, quindi non alle Caselle.

E questi ultimi avrebbero già parlato con il sindaco e gli assessori competenti.

Davvero un bel rebus da risolvere.
Difficile credere che possa essere il crowdfunding a farlo, visto che chiede denari agli aretini pigri per indole e diffidenti per storia vissuta.

Chi vivrà vedrà, ma soprattutto speriamo che continui a vivere l’Arezzo.

 

 

Pietro Aretino
« Qui giace l'Aretin, poeta Tosco, che d'ognun disse mal, fuorché di Cristo, scusandosi col dir: "Non lo conosco"! » (Ironica epigrafe indirizzata all'Aretino da Paolo Giovio[1]) È conosciuto principalmente per alcuni suoi scritti dal contenuto considerato quanto mai licenzioso (almeno per l'epoca), fra cui i conosciutissimi Sonetti lussuriosi. Scrisse anche i Dubbi amorosi e opere di contenuto religioso, tese a farlo apprezzare nell'ambiente cardinalizio che a lungo frequentò.

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