Cialtrone dell’Anno – Ad Arezzo un concorso per chi abbandona l’immondizia nel modo più originale

C’è chi defeca nei giardini pubblici.
e questo forse non è un primato assoluto; chi raccoglie le deiezioni del proprio cane, chiude il sacchetto e le lancia qualche metro più in là; c’è poi chi abbandona qualsiasi cosa lungo i camminamenti della pineta di fronte all’ingresso principale del cimitero (sempre pubblico giardino, per quanto tenuto malissimo dall’amministrazione); e c’è anche chi per non lasciare a terra sacchetti ripieni li appende alla cabina dell’Enel al Prato, in modo che si vedano meglio.

Ma il record italiano lo abbiamo battuto con i 4 guantoni da pugilato abbandonati in mezzo ai ruderi etrusco – romani sotto il bastione della Spina della Fortezza, proprio in faccia ai turisti.

Non credo esista altra città che intorno a un solo monumento (in questo caso la Fortezza Medicea) possa annoverare l’abbandono di guanti da pugilato.

Complimenti vivissimi ai cittadini protagonisti del gesto e all’amministrazione, che lascia tutto lì come se la cosa riguardasse altri.

Assegnato quindi il premio “Cialtrone dell’Anno 2019”, anche se dubito che qualcuno venga a ritirarlo.

 

Pietro Aretino
« Qui giace l'Aretin, poeta Tosco, che d'ognun disse mal, fuorché di Cristo, scusandosi col dir: "Non lo conosco"! » (Ironica epigrafe indirizzata all'Aretino da Paolo Giovio[1]) È conosciuto principalmente per alcuni suoi scritti dal contenuto considerato quanto mai licenzioso (almeno per l'epoca), fra cui i conosciutissimi Sonetti lussuriosi. Scrisse anche i Dubbi amorosi e opere di contenuto religioso, tese a farlo apprezzare nell'ambiente cardinalizio che a lungo frequentò.

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