Tanta spesa, poca resa

Non si parla d’altro in questi giorni ad Arezzo: le folli spese del Ghinelli per il RARO Festival, kermesse faraonica (sulla carta), voluta dal primo cittadino e dai suoi sodali.

Peccato che, a fronte di cifre “diaboliche”
(siamo sui 666 mila euro, ci vuole l’esorcista !!!),
in termini di resa la partecipazione del pubblico è scarsa, se non imbarazzante, un flop se analizzato in ottica di costo – benefici.

Il Ghinelli, forse poco avvezzo alla cultura che non sia “ingessata”, ha puntato tutto sulla lirica, ma la sua “mandrakata” ha fallito clamorosamente.

I soldi ora scarseggiano, e l’investimento è stato come puntare su un cavallo zoppo: che succederà ?
Tanti aretini ad agosto vanno al mare, al solito Castiglion della Pescaia (l’Arezzo marina) e quindi della programmazione estiva se ne fotteranno altamente.

Per chi resta, l’amarezza che, con quei quattrini si sarebbe potuto organizzare qualcosa che portasse una cultura non elitaria ed appannaggio dei soliti snob, ma qualcosa di interessante anche per il cittadino medio.

Forse la lirica è tra le passioni della bella “american girlfriend” del sindaco e l’abbia voluta accontentare ?
Se così fosse, ha fatto un bel chiappo !!!!!

Con qualche centinaio di migliaio di euro si portava ad Arezzo un grande del rock o del pop, ma pazienza, siamo ancora ai loggioni del Settecento.
Poca resa, ma tanta, troppa spesa.

Il Burattino
Giocatore incallito di verbi e parole, iconoclasta e irrispettoso, non si piega e non si spezza, specialmente quando il gioco si fa duro, egli comincia a giocare. Abituato a prendere botte si difende a colpi di mazza, poliglotta e multietnico, è forse il primo immigrato di Arezzo dalle calde terre dell'Africa.

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