Se non ne parli non lo saprà mai nessuno, Arezzo si interroga sulla violenza di genere (video)

Loretta Gianni Presidente di Pronto Donna

Arriviamo nella sede di Pronto Donna in piazza S.Maria in Gradi con un certo imbarazzo.
Io e Gino Perticai, facenti parte di quel genere maschile che ogni giorno viene denunciato in quelle stanze per comportamenti aggressivi vari.

Le operatrici, con professionalità, e per il rispetto della privacy, ci invitano ad attendere perché in un ufficio c’è, proprio in quel momento,  una persona  che sta collaborando per trovare una soluzione ai suoi problemi.

Poi arriva Loretta Gianni, la Presidente di Pronto Donna, il Centro antiviolenza di Arezzo.
Parlare con lei della violenza di genere è come aprire una diga e vedere un impressionante flusso di parole che ti avvolge.

E’ appena tornata da una manifestazione a Roma (lei dice una conferenza stampa) per protestare contro il DDL Pillon che forse anche grazie a questa iniziativa sarà rimandato a settembre. 

Le chiedo: Cosa sta succedendo a questo Paese?
Risponde che la disparità di genere porta con sé stereotipi culturali ancestrali e che i passi indietro si fanno in modo automatico e repentino.
Per questo occorre sempre essere vigili e bloccare subito gli elementi aggressivi.

Sì, replico, ma se gli attacchi sessisti che abbondano nel web provengono anche dalla bocca di politici?
R: Sono autogol molto gravi da parte di taluni politici perché poi i messaggi arrivano comunque e creano ulteriori strati di ignoranza e violenza.

Insisto: perché non si vede una ribellione forte da parte delle donne che militano nei partiti dove gli esponenti fanno affermazioni sessiste?
R: Sì, è vero, spesso non si avverte una gran voce che contrasta certe affermazioni perché in questo caso il silenzio, anche se in buona fede, non funziona ma avalla certi comportamenti. Occorre sempre dire NO per evitare di tornare indietro nei diritti e nel rispetto di genere.

D: Quale è la situazione ad Arezzo vista dal vostro lavoro?
R: Il centro antiviolenza di Arezzo conta 30 anni di esperienza. Oggi ci sono circa 30 operatrici che lavorano 5 giorni a settimana con reperibilità. Il centro ha attivato una rete che coinvolge istituzioni e forze dell’ordine.
Il fenomeno della violenza di genere è in crescita con un +20% ogni anno forse dovuto anche alla maggiore consapevolezza che attraversa le donne. Abbiamo esaminato 303 casi nel 2018 contro i 226 nel 2017.
Dal gennaio 2019 abbiamo dovuto affrontare già 184 casi di violenze.

D: i casi più complicati che vi mettono più in crisi?
R: Sicuramente quando c’è la presenza di minori che hanno assistito alle violenze. In questo caso devono intervenire i servizi sociali e vista la delicatezza dei problemi è stato costituito un team che segue corsi di formazione e supervisione.

 Azzardo una provocazione: a volte non c’è anche una complicità culturale della donna che accetta violenze e soprusi per anni senza mai trovare la forza di denunciare?
Che considera certi comportamenti insiti nel maschio?
Gli occhi di Loretta sono già una risposta: Il maltrattamento è un meccanismo psicologico difficile e complicato.
Spesso l’uomo si presenta come il principe azzurro, si parte dalla luna di miele e poi, piano piano c’è un meccanismo di isolamento e di sopraffazione che confonde la mente femminile che non vuole ammettere che tutto è cambiato.

Il centro antiviolenza serve anche a non far sentire sole le donne.
E poi occorre una grande azione culturale capace di bloccare i comportamenti violenti, ma anche il linguaggio che è un terreno di cultura della violenza.
Occorre imparare a far dire NO con forza ad ogni sopraffazione.

Occorre produrre modelli positivi negli uomini, a partire dalla scuola.
Dalla foga che ci mette Loretta si capisce che è un lavoro difficile.
E’ difficile, in un paese come l’Italia dove ogni settimana (dati al marzo 2019) muoiono in media tre donne vittime di femminicidio.

Per questo è importante parlarne perché SE NON NE PARLI NON LO SAPRA’ MAI NESSUNO.

Luciano Petrai
Di professione “curioso”, ha attraversato negli anni ’80 le speranze ecologiste collaborando attivamente con gli Amici della Terra – Italia. Ha cavalcato le delusioni politiche e sociali attraverso una buona dose di auto-ironia e di sarcasmo. Attualmente fa parte della redazione del periodico “Essere” ed esprime note e lazzi in una frequentata pagina facebook . Ed ora l’esperienza ne “L’ortica” per continuare a pungere divertendosi.

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