La Fiera del Vuoto

Via Cesalpino fiera

Ci vuole la mente di un genio, che notoriamente in Comune abbondano, forse, per collocare i banchi della fiera con raziocinio e senso logico ?
Noi diciamo di no.

Accade che, un sabato nel tardo pomeriggio, in via Cesalpino la situazione si presenti così come in foto: DUE banchi chiusi a metà della via e un altro in fondo aperto. Stop.

Quindi, bloccare una intera via per TRE banchi di numero non è una follia ?

Arezzo Via Cesalpino fiera
Arezzo Via Cesalpino  

Lo è eccome, ma evidentemente i geni sopra citati amano espandere la Fiera per le strade del centro, per dare l’impressione che sia più grande di quello che è.

Lo spazio per mettere i tre banchi c’è, in modo che via Cesalpino sia libera per eventuale passaggio mezzi, ma giammai si faccia !!!

Inoltre anche in altre strade ci sono pochi banchi sparsi, che se accomunati a quelli nel Corso o in Piazza Grande, permetterebbero di liberare altre strade secondarie.

Chiamiamola direttamente la Fiera del Vuoto (come certi cervelli che governano Arezzo) e siamo tutti a posto.

 

2 COMMENTI

  1. Informati, c’è un regolamento ben preciso, fra l’altro stilato quando comandavano quelli intelligenti, cioè la sinistrai: gli espositori hanno in genere un posto assegnato, che nella maggior parte dei casi è anche di loro proprietà. Quelli che non hanno un posto fanno la “spunta” alle 10-10,30 del sabato mattina, e ne ottengono uno tra quelli non assegnati. Non è che uno può guardarsi intorno e decidere dove vorrebbe andare, tanto meno può andare nel posto di un altro. Ci vorrebbero magari sanzioni per chi non partecipa alla fiera per, diciamo, 2 o 3 volte consecutive senza un valido motivo. Purtroppo è la Fiera che è malata, con gli scambi oggi ridotti al minimo, i prezzi crollati, il disinteresse generale. Aggiungo che nessuna Fiera antiquaria può più permettersi 2 o tre giorni di durata, come la nostra. Dovrebbe cominciare al mattino presto, il sabato o la domenica, e durare un giorno, allora molti potrebbero partecipare e con spese fortemente ridotte. Ovvio che in questo modo si vanno a toccare interessi fra quanti fanno ristorazione e accoglienza. Così come è ora, l’espositore cerca di vendere all’apertura, venerdì pomeriggio o sabato mattina, poi deve aspettare la domenica pomeriggio per vedere se, tra il passeggio dei curiosi, vende qualche pezzo.

  2. Piero Benigni: i regolamenti non sono né eterni, tantomeno immutabili e non modificabili; basta solo il buonsenso….se cala il numero di espositori (ed è quello che sta accadendo), semplicemente si modifica la pianta della disposizione dei banchi, si raggruppano il più possibile e non si impegna una strada per due banchi.
    Gonfiare la Fiera con questi giochini non porta a nulla, è evidente che l’istituzione è in crisi, se nel tempo calano gli espositori.
    Sono d’accordo nel portare la fiera da due a un giorno solo, anche perché sinceramente il secondo giorno gli espositori faticano molto a vendere qualcosa.
    Innegabile che la maggior parte di chi visita la fiera lo fa solo per fare due passi e non intende comprare nulla.

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