Dare ai ricchi per togliere ai poveri

Abbiamo un governo che dice di fare manovre di popolo, ma poi mette in piedi una forte diminuzione delle tasse per aziende e benestanti a discapito dei meno abbienti (Flat Tax); annuncia una pace fiscale che permetterà ancora una volta agli evasori di farla franca, alla faccia di chi non può evadere, cioè il popolo dei dipendenti, pubblici e non.

Il reddito di cittadinanza, sbandierato per sei milioni di persone, ne riguarderà meno della metà e non sarà certo in grado di rilanciare gli acquisti e quindi il mercato interno.

Invece che maggiore equità andiamo incontro a un chiaro aumento delle disuguaglianze senza che quella che una volta si chiamava sinistra e che oggi è disintegrata dica niente di serio, se non “difendiamo l’Europa”, una delle affermazioni meno popolari del dopoguerra.

Mentre Salvini e Di Maio festeggiano fingendo di essere dalla parte del popolo, i destinatari spettatori della recita sorridono e ricevono frustate, altro che!

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Pietro Aretino
« Qui giace l'Aretin, poeta Tosco, che d'ognun disse mal, fuorché di Cristo, scusandosi col dir: "Non lo conosco"! » (Ironica epigrafe indirizzata all'Aretino da Paolo Giovio[1]) È conosciuto principalmente per alcuni suoi scritti dal contenuto considerato quanto mai licenzioso (almeno per l'epoca), fra cui i conosciutissimi Sonetti lussuriosi. Scrisse anche i Dubbi amorosi e opere di contenuto religioso, tese a farlo apprezzare nell'ambiente cardinalizio che a lungo frequentò.

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