“Lei prof. ha qualche tatuaggio?”

No, non mi piacciono. Non su di me almeno, ma sempre meno anche sugli altri. Tu ne hai?” “Sì, qui e qui e qui…” (e me li mostra) (interviene un altro) “Io ne ho uno sul cazzo!”  “Mi fa piacere per te, ma cosa ti ci è entrato… un monosillabo?” “Un che?” “Un monosillabo.

Hai presente quelle parole di solito molto brevi che hanno una sillaba sola – mono. Quelle che quando non vogliono l’accento voi ce lo mettete e quando ce lo vogliono voi non ce lo mettete”.  “Ah sì, ho capito… Ma…” (e finalmente realizza il senso) “…ah ah no prof. c’ho un poema invece!”

“Un poema, ora… Facciamo una poesia di Ungaretti”.  “Scriveva poesie lunghe?” “No, il contrario. Molto brevi, contratte”.  “Allora niente Ungaretti. Piuttosto i Sepolcri di Foscolo“. “Conosci i Sepolcri?” “Sì, la prof. dell’anno scorso c’era fissata” (pausa) “Quella era lunga, vero?” “Sì, quella è lunga”, e solo adesso puoi permetterti di sorridere.

Diversamente Grammatica e diversamente Letteratura italiana.

Altresì detto, due piccioni con una fava.

Giannino Stoppani
Giannino Stoppani è insegnante, scrittore, sceneggiatore e critico/giornalista. Ha collaborato con il Pesaro Film Festival. Ha pubblicato con Falsopiano. Ha curato per anni la collana di cinema Bietti Heterotopia. Ha lavorato come aiuto regista e assistente di produzione in Italia e negli Stati Uniti. Come membro Fipresci continua a seguire festival e rassegna internazionali di cinema (Egitto, India, Svizzera). Vive orgogliosamente ad Arezzo.

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