A Genova dovevano andare a vedere la Sampdoria. Alla fine, parecchi sampdoriani si sono ritrovati a fare i complimenti all’Arezzo. E non soltanto per quello che è successo in campo.
Domenica 18 ottobre, al Ferraris, l’Arezzo ha battuto i blucerchiati per 2-1. Una vittoria di quelle che ad Arezzo si raccontano ai nipoti, possibilmente aggiungendo un gol a ogni anniversario.
Ma stavolta la notizia non arriva soltanto dal campo. Arriva dagli spalti e soprattutto dai social.
Sulla pagina Facebook Ultras United, sotto un post dedicato alla trasferta amaranto, è comparsa una sfilza di complimenti alla tifoseria dell’Arezzo. E la cosa curiosa è che molti arrivano proprio dai sampdoriani.
Quelli che, per capirsi, hanno appena visto la propria squadra perdere in casa contro un Arezzo che qualcuno, forse, pensava fosse venuto a Genova per fare una gita all’Acquario.
Invece gli amaranto si sono portati via tre punti e pure gli applausi.
I tifosi arrivati da Arezzo hanno riempito il settore ospiti di colori, sciarpe e cori. Un bel colpo d’occhio in uno stadio abituato a tifoserie con una storia importante.
Paola Ravera, tifosa della Sampdoria, scrive: «Bravissimi, ero allo stadio, una bellissima tifoseria».
Gianluca Pucci, dalla Sud, riconosce il colpo d’occhio e aggiunge che l’Arezzo ha meritato la vittoria.
Altri sostenitori blucerchiati si uniscono ai complimenti, sottolineando lo spettacolo visto dalla gradinata e descrivendo gli aretini con tre parole: «Tanti, belli e rumorosi».
Ora, ad Arezzo siamo abbastanza abituati a farci i complimenti da soli. Ci riesce benissimo anche quando non ce n’è motivo. Ma quando a farteli sono quelli che hai appena battuto, allora il discorso cambia.
C’è persino chi ricorda il valore della tifoseria amaranto nelle trasferte degli ultimi anni.
Michael Zecchini, parlando di quanto visto a Ravenna, considera gli aretini la migliore tifoseria ospite degli ultimi due anni, davanti anche ad Ascoli, Spezia e Perugia.
Un giudizio personale, certo. Ma per chi conosce il mondo delle curve, non è proprio una medaglietta trovata nelle patatine.
E poi c’è un altro aspetto che merita di essere raccontato.
Caterina Dobreva, da parte aretina, ringrazia i sampdoriani per l’ospitalità e, pur festeggiando una vittoria storica, esprime il proprio dispiacere per le difficoltà di una società dalla tradizione così importante.
Un messaggio che vale più di tante prediche sul fair play. Perché si può godere come ricci per aver battuto la Sampdoria senza dimenticare che davanti c’è una tifoseria con una storia enorme e un presente parecchio complicato.
In mezzo a tutto questo, naturalmente, non manca chi trova da ridire. Qualcuno critica perfino uno striscione che, secondo lui, sarebbe stato realizzato con ChatGPT.
D’altra parte siamo nel 2026: puoi organizzare una trasferta, cantare per novanta minuti, vincere a Marassi e trovare comunque qualcuno preoccupato per il metodo di produzione di uno striscione. Il progresso, quando arriva, non guarda in faccia nessuno.
La cosa che resta, però, è un’altra.
L’Arezzo ha conquistato una vittoria importante. La Minghelli ha dimostrato ancora una volta quanto possa pesare il sostegno di una città quando segue la propria squadra con passione.
E sui social sono arrivati riconoscimenti che non si possono comprare al botteghino.
A Marassi l’Arezzo ha preso tre punti. La Minghelli si è presa il rispetto degli avversari.
E per una volta, invece di essere noi aretini a dire quanto siamo bravi, ce lo hanno detto gli altri.
O unn’è mica roba di tutti i giorni, questa!


