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Arezzo, la bomba davanti alla chiesa era scarica. Gli artificieri la portano via, il mistero resta in parrocchia

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Arezzo, la bomba davanti alla chiesa era scarica. Gli artificieri la portano via, il mistero resta in parrocchia

La buona notizia è che la bomba non poteva esplodere. Quella meno buona è che nessuno ha ancora spiegato come diavolo sia finita davanti a una chiesa.

Si è conclusa questa mattina, martedì 13 ottobre, l’operazione degli artificieri dell’Esercito a San Marco La Sella, alle porte di Arezzo, dove domenica era stato trovato un proiettile da mortaio tra le siepi della parrocchia.

Il verdetto degli specialisti è rassicurante: ordigno da 81 millimetri, fabbricazione italiana, residuato della Seconda guerra mondiale, completamente vuoto e privo di esplosivo.

Insomma, più che una bomba, un pezzo di storia militare capitato nel posto sbagliato. E possibilmente anche nel momento peggiore, visto che domenica in parrocchia c’erano bambini, famiglie e una festa.

A intervenire sono stati gli artificieri del Reggimento Genio Ferrovieri di Castel Maggiore, in provincia di Bologna, che hanno recuperato il proiettile in sicurezza e lo hanno trasferito in un luogo destinato alla sua distruzione materiale.

L’operazione è stata coordinata con la Prefettura di Arezzo e disposta dal Comando Territoriale Nord dell’Esercito.

La bomba è partita. Le domande sono rimaste.

Perché il vero interrogativo, adesso, non riguarda più il rischio di esplosione, ma il misterioso viaggio compiuto da quel pezzo di ferro risalente a oltre ottant’anni fa.

L’ordigno era vicino a una siepe, in prossimità dei cantieri dell’acquedotto. Era lì per caso? È riemerso durante qualche lavoro? Oppure qualcuno lo ha trovato da un’altra parte e ha pensato bene di depositarlo davanti alla chiesa?

Per il momento, nessuna risposta accertata. E sarebbe bene trovarne una, possibilmente prima del prossimo ritrovamento.

Intanto la parrocchia può tornare alla normalità, gli artificieri hanno concluso il loro lavoro e il vecchio mortaio è stato portato via.

Ad Arezzo, evidentemente, anche la Seconda guerra mondiale ogni tanto reclama un posticino nella cronaca locale.

Almeno stavolta si è presentata senza esplosivo. Che, visti i tempi, è già qualcosa.

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