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Medioetruria: la stazione che non c’è, la guerra che invece sì. Il derby sale sul Frecciarossa

Il capogruppo di Castiglione Civica pubblica un video dalla Valdichiana e rilancia la soluzione più favorevole a Perugia, Corciano e Siena: «Nessun’altra destinazione può sostituire Creti». Posizione legittima, ma il rischio è trasformare una scelta infrastrutturale nell’ennesimo derby tra umbri e aretini

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Medioetruria: la stazione che non c’è, la guerra che invece sì. Il derby sale sul Frecciarossa

Il capogruppo di Castiglione Civica pubblica un video dalla Valdichiana e rilancia la soluzione più favorevole a Perugia, Corciano e Siena: «Nessun’altra destinazione può sostituire Creti». Posizione legittima, ma il rischio è trasformare una scelta infrastrutturale nell’ennesimo derby tra umbri e aretini

L’Ortica ha seguito abbondantemente questa vicenda, dedicando alla Medioetruria articoli, prese di posizione e punture varie. Dalla stazione promessa e rinviata fino ai progetti rivendicati dagli autori, il dossier ha ormai più fermate editoriali che ferroviarie.

C’è una stazione dell’Alta Velocità che ancora non esiste, e già due popoli sono pronti a scannarsi per il diritto di non salirci mai, tanto la userà solo chi deve prendere il treno per Firenze una volta all’anno.

Da una parte Creti, frazione di Cortona che fino a ieri era nota soprattutto per non essere nota. Dall’altra Rigutino, che invece un pregio ce l’ha: sta comodamente dentro il perimetro emotivo di Arezzo, il che — a seconda di chi parla — è un vantaggio logistico oppure una colpa originale imperdonabile.

Il consigliere che ha scoperto Facebook e il congiuntivo assoluto
Un consigliere comunale di Castiglione del Lago si è procurato un cavalletto, una frazione e ventitré minuti di connessione decente, ed è riuscito a produrre un video in cui la stazione “deve essere categoricamente realizzata” in un unico punto del pianeta. Categoricamente: la parola preferita di chi ha già deciso e cerca solo il tempo di dirlo abbastanza forte da farla sembrare una scoperta scientifica.

Il ragionamento geografico è tanto elegante quanto spietato: Rigutino “è Arezzo”, esattamente come Olmo “è Perugia”. Una equivalenza che in un’aula di matematica farebbe bocciare chiunque, ma che in politica locale passa per acume analitico.

Brancaleoni soffia sul fuoco?

Più prudentemente, ci mette altro carbone. La sua posizione è chiara e pienamente legittima, ma presentare Creti come l’unica soluzione possibile e Rigutino come una concessione agli interessi esclusivi di Arezzo finisce inevitabilmente per alimentare quella lettura campanilistica che da anni avvelena il progetto.
Il video di Brancaleoni ha almeno un merito: chiarisce senza politichese quale sia la posizione di una parte del territorio umbro.

Tifoserie in trasferta, senza nemmeno il pullman
Il bello è che nessuno, va detto, ha davvero bisogno di ricordare che Arezzo e Perugia si guardano storto da generazioni, calcisticamente non riescono a guardarsi senza controllare prima la classifica.
Tradotto dal ferroviario al calcistico: Creti giocherebbe in campo neutro, Rigutino sarebbe già dentro la curva amaranto.
Bastava aspettare la prima infrastruttura pubblica disponibile perché la rivalità calcistica migrasse dagli spalti ai binari. Con Siena seduta in mezzo, che aspetta pazientemente di capire a quale stazione dovrà scendere per cambiare identità territoriale.

Non è un dettaglio da poco: stiamo parlando di un’opera pensata per unire due regioni, e finora l’unico risultato tangibile è aver dimostrato che si può litigare anche per un progetto che, tecnicamente, dovrebbe portare la gente più vicina.

 
Tutti hanno i dati, stranamente tutti diversi
Il bello del dibattito Creti-Rigutino è che entrambe le fazioni possiedono tavoli tecnici, studi, ministeri consultati e amministrazioni che parlano di “scelta basata sui dati”. Peccato che i dati, misteriosamente, portino sempre alla stazione più vicina a chi li cita. È la prima legge della fisica campanilistica: l’interesse generale ha una strana tendenza a coincidere con il proprio garage.

Da un lato c’è chi ricorda che un tavolo tecnico con RFI e due Regioni aveva indicato Creti come soluzione migliore. Dall’altro c’è chi ribatte che Creti, per quanto tecnicamente ineccepibile sulla carta, rischia di restare isolata dalla rete convenzionale, mentre Rigutino garantirebbe l’interscambio vero. Argomenti legittimi, entrambi. Presentati, però, con la stessa grazia diplomatica di due tifoserie che si contendono l’ultimo posto in curva.

Il verdetto (provvisorio, come tutto qui)
Alla fine la Medioetruria rischia di passare alla storia non per dove sarà costruita, ma per quanto tempo ci vorrà prima che qualcuno smetta di usarla come clava identitaria. Nel frattempo, Umbria e Toscana continuano a marciare su binari paralleli — che, per definizione, non si incontrano mai.

Forse la vera alta velocità, qui, è quella con cui ogni dichiarazione “definitiva” viene puntualmente smentita dalla prossima.

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Gino Perticai
Gino Perticai
Dal 1973 nel mondo della comunicazione, una breve esperienza Milanese con A.P.C. agenzia di Marketing, con l’avvento delle prime radio in Fm inizia una serie di esperienze nelle radio locali: Radio Torre Petrarca, Radio OK, Golden Radio, Radio Life,  fino al 1998 momento in cui l’innata curiosità e la voglia di sperimentare novità lo portano a maturare il primo interesse sul world wide web. E' da lì che nel 2000 nasce l’idea delle prime testate regionali on line. Fonda Arezzo Notizie e la dirige fino al Giugno 2016. l'Ortica è la sua nuova scommessa.

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