C’è chi le multe le prende in Comune, e c’è chi invece se le vede recapitare direttamente sullo smartphone da un fantomatico mittente “Comune”, generico quanto basta per insospettire chiunque abbia più di due neuroni attivi ma evidentemente non abbastanza per fermare la truffa. Il Comune di Sansepolcro e la Polizia Municipale sono dovuti scendere in campo con un comunicato ufficiale per dire quello che dovrebbe essere ovvio: no, non state per pagare una multa lampeggiante arrivata via SMS, state per regalare i vostri dati a qualcuno che di municipale ha solo la faccia tosta.
Il meccanismo è quello collaudato del phishing in salsa locale: un messaggio che parla genericamente di “infrazioni stradali”, un link acchiappa-click e la promessa di scoprire dettagli su una violazione mai commessa. Peccato che cliccare significhi aprire le porte a chi vuole i vostri dati personali, le coordinate bancarie o, nella migliore delle ipotesi peggiori, un pagamento che finirà tutto tranne che nelle casse comunali.
Il Comune, giustamente stizzito, chiarisce che la Polizia Municipale non manda comunicazioni con mittenti anonimi e generici: i canali ufficiali sono la posta certificata e l’App IO, dove il Comune di Sansepolcro si presenta con nome e cognome, non con un vago “Comune” che potrebbe essere ovunque e quindi non è da nessuna parte.
L’invito alla cittadinanza è duplice: non abboccare, ovviamente, e soprattutto diffondere l’avviso, specialmente tra le persone più vulnerabili a questo genere di raggiri. Perché se è vero che la fantasia dei truffatori digitali non ha limiti, la miglior difesa resta sempre la stessa, vecchia come il mondo: prima di cliccare, pensare. E se qualcosa puzza di trappola, tenersi alla larga dai link e chiamare direttamente gli uffici comunali.


