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Arezzo esporta cervelli? No, stavolta li importa: arriva il primo ricercatore europeo

Da Bucarest a San Zeno passando per OpenCom: Cristian inaugura una lunga serie di studiosi che fino al 2029 faranno tappa in città per imparare, confrontarsi e portare idee nuove

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Arezzo esporta cervelli? No, stavolta li importa: arriva il primo ricercatore europeo

Da Bucarest a San Zeno passando per OpenCom: Cristian inaugura una lunga serie di studiosi che fino al 2029 faranno tappa in città per imparare, confrontarsi e portare idee nuove

Arezzo, ogni tanto, riesce anche a sorprendere. Siamo abituati a sentir dire che i giovani fanno la valigia e scappano all’estero. Stavolta, invece, la valigia l’ha fatta uno che all’estero ci vive già… per venire qui.

Il primo si chiama Cristian Constantin, arriva da Bucarest, ha poco più di trent’anni e passa le giornate a studiare una delle cose più invisibili del mondo: l’aria. Non quella che tira in piazza Grande quando parte una polemica, ma quella che respiriamo tutti i giorni.

Cristian lavora all’ECOIND, l’istituto nazionale rumeno per l’ecologia industriale, e sta completando il suo dottorato alla Politehnica University. Il suo mestiere è trasformare emissioni, campionamenti e dati in numeri utili a chi deve prendere decisioni vere, quelle che riguardano ambiente e qualità della vita.

Ma come c’è finito ad Arezzo? La risposta è OpenCom, il centro di ricerca aretino specializzato nelle competenze trasversali, protagonista del progetto europeo “Talent Pass”. Un nome che dice già tutto: invece di vedere i ricercatori partire senza ritorno, l’idea è quella di far viaggiare competenze, esperienze e conoscenze tra università, imprese e centri di ricerca europei.

Dentro questa rete internazionale, che coinvolge dieci partner di sette Paesi e vale quasi tre milioni di euro, OpenCom è l’unico rappresentante della Toscana. Mica male.

Per quattro settimane Cristian non è stato certo in vacanza. Ha seguito corsi sulla gestione dei progetti europei, sull’economia circolare, sugli strumenti di intelligenza artificiale e su una materia spesso dimenticata: imparare a raccontare la ricerca, perché una scoperta chiusa in un laboratorio serve molto meno di una spiegata bene a chi la deve utilizzare.

Non è mancata nemmeno una visita al polo tecnologico di AISA Impianti, a San Zeno, dove il presidente Giacomo Cherici gli ha mostrato da vicino come i rifiuti possano trasformarsi in energia e biogas. Un incontro tra chi studia i problemi e chi ogni giorno prova a risolverli sul campo. Di quelli che, magari, domani possono trasformarsi in nuove collaborazioni.

Alla fine del percorso è stato proprio Cristian a riassumere tutto con poche parole: è arrivato ad Arezzo come ricercatore in mobilità e riparte sentendosi un professionista più preparato e un project manager più sicuro.

La notizia, però, è che questa è soltanto la prima puntata. Da qui al 2029 OpenCom ospiterà altri trenta ricercatori provenienti da tutta Europa, dieci attraverso Talent Pass e altri venti grazie ad altri progetti comunitari.

Insomma, per una volta Arezzo non sarà soltanto il posto da cui si parte. Sarà anche quello dove qualcuno sceglie di arrivare. E, di questi tempi, non è affatto una notizia da buttare via.

Redazione
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