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Anghiari Express: secondo la Procura il passaporto viaggiava in corsia preferenziale

Chiuse le indagini della Procura di Arezzo: otto indagati, tra cui il sindaco di Anghiari, dipendenti comunali e un cittadino argentino. Al centro dell'inchiesta un presunto sistema per accelerare il riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis.

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Anghiari Express: secondo la Procura il passaporto viaggiava in corsia preferenziale

Chiuse le indagini della Procura di Arezzo: otto indagati, tra cui il sindaco di Anghiari, dipendenti comunali e un cittadino argentino. Al centro dell'inchiesta un presunto sistema per accelerare il riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis.

Questo articolo usa ironia per commentare fatti reali

C’era chi per ottenere la cittadinanza italiana aspettava anni davanti ai consolati e chi, secondo la Procura di Arezzo, avrebbe scelto la formula “weekend lungo in Toscana”. Arrivi argentino, riparti italiano. O almeno, questa è l’ipotesi investigativa che ha portato alla chiusura delle indagini della Squadra Mobile.

La Procura ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini a otto persone: il sindaco di Anghiari Alessandro Polcri, alcuni dipendenti dell’Ufficio Anagrafe, agenti della Polizia Municipale addetti ai controlli delle residenze e un cittadino argentino ritenuto il promotore del presunto sistema.

Secondo gli investigatori, tutto ruotava attorno al riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis per cittadini sudamericani, soprattutto argentini discendenti di emigrati italiani. L’intermediario, dietro compenso, avrebbe organizzato ogni fase della pratica: dall’arrivo in Italia all’alloggio temporaneo, fino ai rapporti con gli uffici comunali.

Il passaggio decisivo sarebbe stato quello della residenza. Sempre secondo l’accusa, alcuni richiedenti avrebbero ottenuto una residenza soltanto sulla carta grazie a false attestazioni. Un requisito fondamentale perché la pratica amministrativa potesse essere conclusa rapidamente e arrivare sulla scrivania del sindaco per il provvedimento finale di riconoscimento della cittadinanza.

L’indagine è partita nel 2022 dopo che il Commissariato di Sansepolcro aveva segnalato un insolito via vai di cittadini argentini intenzionati a richiedere il passaporto italiano. Non erano attratti dalla Battaglia di Anghiari, dall’artigianato o dalla Valtiberina, ma – secondo la ricostruzione della Procura – dalla sorprendente rapidità con cui alcune pratiche venivano definite.

Gli investigatori contestano il concorso nei reati di falso ideologico e falso materiale in atto pubblico relativamente a 23 pratiche di cittadinanza tra il 2022 e il 2024. Nel periodo preso in esame, il Comune avrebbe rilasciato oltre 200 cittadinanze iure sanguinis, con tempi di definizione ritenuti particolarmente rapidi rispetto a quelli normalmente registrati in altri enti.

Secondo l’ipotesi accusatoria, molti dei cittadini sudamericani sarebbero rimasti ad Anghiari solo per poche settimane, il tempo necessario a completare la procedura, avendo già programmato il rientro all’estero una volta ottenuti cittadinanza e passaporto italiano.

Naturalmente la chiusura delle indagini non equivale a una condanna e saranno gli eventuali sviluppi processuali ad accertare responsabilità o estraneità ai fatti contestati.

Nel frattempo una certezza sembra esserci: se davvero esistesse un premio per la velocità amministrativa, ad Anghiari qualcuno avrebbe pensato di candidarsi. Peccato che, secondo la Procura, invece della medaglia sia arrivato un avviso di conclusione delle indagini.

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