Per anni gli aretini hanno imparato a convivere con il grande mistero di via Fiorentina, quell’opera talmente longeva da essere ormai considerata patrimonio affettivo della città. Ma adesso arriva la svolta: il neovicesindaco Gianfrancesco Gamurrini, tornato a Palazzo Cavallo con l’entusiasmo di chi ritrova le vecchie ciabatte, annuncia che tra circa un mese il cantiere verrà “ribaltato” e che tutto dovrebbe concludersi nel 2027.
Una notizia che ha immediatamente acceso la speranza dei cittadini, soprattutto di quelli che ormai usano i tempi di percorrenza di via Fiorentina per misurare l’età dei figli. «Quando sono iniziati i lavori il mi’ bimbo faceva le elementari, ora sta scegliendo l’università», racconta un residente con la commozione negli occhi.
Secondo Gamurrini, finora gran parte del lavoro è stata svolta in maniera poco visibile. Una spiegazione che ha lasciato affascinati molti aretini, convinti che sotto la città possa ormai nascondersi una seconda Arezzo completa di parcheggi e sottopassi segreti.
L’assessore assicura che le opere strutturali sono quasi concluse e che la fase più spettacolare deve ancora arrivare. In pratica, il meglio deve ancora venire, un po’ come quelle serie televisive che promettono il gran finale da otto stagioni.
Sui social, però, i commenti oscillano fra la speranza e la memoria storica. C’è chi ricorda che già nel 2020 si parlava di conclusione entro tre anni, chi sostiene che sul ponte dell’Aglio in Autostrada abbiano fatto prima e chi, passando ogni giorno dalla zona, giura di aver visto più movimento durante una partita a scacchi.
Non manca nemmeno chi invita alla calma: «Lasciamoli lavorare e poi giudicheremo». Un atteggiamento condiviso da molti aretini che, nel dubbio, hanno già deciso di conservare il navigatore acceso fino al 2027.
Nel frattempo, Gamurrini promette anche un nuovo approccio alla manutenzione delle strade e alla lotta contro le buche. L’obiettivo è imparare dai modelli più virtuosi osservati all’estero. Una notizia che ha fatto sognare molti cittadini, i quali sperano che insieme alle idee arrivino anche alcune strade straniere già asfaltate.
E così, dopo anni di lavori, deviazioni e semafori, la città guarda al futuro con ottimismo. Del resto, ad Arezzo una certezza c’è sempre stata: i cantieri passano, ma le promesse di fine lavori sono eterne.



Mi ricordo la stessa coppia in una immagine di diversi anni fa in cui dicevano: alò s’asfalta.
Pochi metri di via Calamandrei e poi anni di slalom tra le buche.