Una giornata intensa e carica di significato quella vissuta oggi nel territorio di Arezzo, segnata da due cerimonie di intitolazione che hanno unito memoria, impegno civile e senso di comunità.
A Ceciliano si è svolta la cerimonia di intitolazione dell’area verde adiacente la scuola elementare “Pietro Debolini”, che da oggi porta il nome di Parco “Alle Vittime di Femminicidio. A ricordo di Sara Ruschi e Brunetta Ridolfi”. L’iniziativa nasce dall’atto di indirizzo presentato dai consiglieri comunali di Forza Italia Meri Cornacchini e Jacopo Apa, approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale nel 2020, con l’obiettivo di dedicare uno spazio pubblico alla memoria delle vittime di femminicidio. Dopo la tragedia del 13 aprile 2023, nella quale persero la vita la 35enne Sara Ruschi e la madre Brunetta Ridolfi, vittime della furia omicida del compagno della giovane, all’intitolazione originaria sono stati affiancati i loro nomi.
Alla cerimonia erano presenti l’assessore Giovanna Carlettini, il prefetto Clemente Di Nuzzo, la consigliera comunale Meri Cornacchini, i rappresentanti delle Forze dell’Ordine e i familiari delle due donne. Un momento di profondo raccoglimento, che ha voluto ribadire l’impegno delle istituzioni e della comunità nel mantenere viva la memoria e nel contrasto a ogni forma di violenza sulle donne.
La mattinata è proseguita a Matrignano con l’inaugurazione dell’epigrafe installata presso la scuola dell’infanzia “L’Aquilone”, a ricordo della donazione dell’immobile e del terreno da parte del dottor Alessandro Baroni in memoria del figlio Stefano, scomparso prematuramente nel 1971 all’età di 16 anni. Alla cerimonia ha preso parte il vicesindaco Lucia Tanti, insieme alla dirigente scolastica Virginia Palladino, al personale educativo, alle bambine e ai bambini della scuola. Presenti anche Alessandra e Gianna Baroni, sorelle di Stefano.
“Oggi non inauguriamo solo una targa, ma rendiamo omaggio a un atto di amore straordinario che dura nel tempo – ha dichiarato il vicesindaco Lucia Tanti –. La generosità della famiglia Baroni rappresenta un esempio di altissimo valore civico: trasformare un dolore privato così profondo in un’opportunità di crescita e futuro è un gesto che onora la memoria di Stefano nel modo più nobile possibile. Questa scuola è un monumento vivo, simbolo di appartenenza e dono per le generazioni che verranno”.
Due momenti diversi ma uniti dallo stesso filo conduttore: la volontà di ricordare, attraverso luoghi e segni concreti, storie che continuano a parlare alla città e a rafforzarne i valori di solidarietà, responsabilità e memoria condivisa.





