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Tra Bacone e Cartesio, l’Arezzo sfida la Juve Next Gen: David contro Golia

Consapevolezza, identità e coraggio: l’Arezzo capolista si prepara alla sfida più difficile senza paura del nome e del blasone

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Tra Bacone e Cartesio, l’Arezzo sfida la Juve Next Gen: David contro Golia

Consapevolezza, identità e coraggio: l’Arezzo capolista si prepara alla sfida più difficile senza paura del nome e del blasone

C’è il calcio giocato e poi c’è il calcio pensato, sofferto, vissuto. A posteriori una partita si può analizzare con metodo “baconiano”: guardi il tempo che scorre, le zone del campo, il pallone che diventa il centro di tutto, lo snodo di forze, intensità, uomini che arrivano e uomini che mancano. Ogni metro conquistato è frutto delle qualità dei singoli e della loro presenza, o assenza, in quel preciso momento.

Ma quando una partita va preparata, quando ancora il pallone è fermo al centro del campo e il cuore già batte forte, allora serve Cartesio: cogito ergo sum. Serve la consapevolezza di ciò che siamo.

Domenica alle 12.30 l’Arezzo affronta la Juventus Next Gen. Senza ultras, senza quella spinta che di solito fa tremare il Comunale. Di fronte avremo una squadra valutata molto più dei nostri “vecchi”, una squadra che porta un nome pesante, un blasone che spesso si traduce in rispetto — e talvolta in qualche fischio che pende sempre dalla stessa parte.

E allora sì, dobbiamo guardarci allo specchio e dircelo chiaramente: noi siamo il David. Loro il Golia. Ma David non vince per caso. Vince perché sa chi è, perché non ha paura, perché ogni colpo è dato con convinzione.

Siamo lassù, capolista, e non per regalo. Ci siamo arrivati con il sudore, con l’organizzazione, con l’identità. Questa partita non va solo giocata, va sentita, va pensata, va voluta.

Che sia Bacone o Cartesio, che sia analisi o istinto, una cosa è certa: l’Arezzo deve scendere in campo sapendo di essere ciò che è. E se lo farà, allora anche contro la Juve Next Gen, David potrà ancora far cadere Golia.

Cesare Fracassi
Cesare Fracassi
Nato ad Arezzo nel 1946, in via Crispi 66, al suono della prima sirena del Fabbricone. Frequentò le elementari a Sant'Agnese, una scuola di vita e di battaglie. Dopo le medie, proseguì con il liceo classico e intraprese studi di medicina e giurisprudenza, completando tutti gli esami di quest'ultima. Calciatore dilettante, fondatore della squadra Tuscar Canaglia, sciatore agonistico e presidente della FISI provinciale. Esperienze lavorative: mangimista, bancario, consulente finanziario, orafo, advisor per carte di credito, ideatore della 3/F Card, registrata presso la SIAE (sezione Olaf n°1699 del 13/4/2000) con il titolo "Global System", agricoltore e, ora, pensionato.

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