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Mete improbabili: Lo zucchero filato

Un itinerario effimero tra dolcezza, colpa e nostalgia

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Mete improbabili: Lo zucchero filato

Un itinerario effimero tra dolcezza, colpa e nostalgia

Il 2026 della tua Agenzia di Viaggi di fiducia inizia chiedendoti di dimenticare la neve, i musei, le capitali europee. La meta principe di questo inverno sconsolato che domanda di essere rimosso è una sola, sospesa tra infanzia e vertigine: lo zucchero filato.

Non portare valigie all’imbarco: non servono. Chiediamo solo le nude mani, pulite quanto basta, quanto serve, quanto sembra.

Non stupirti se al primo assaggio ti accoglierà una nuvola rosa, leggera come una promessa non mantenuta: è la Tappa della Dolcezza Immediata. Qui il palato viene investito da un’esplosione effimera, una carezza che non oppone resistenza. Qui tutto è facile, tutto è sì. Lo zucchero si scioglie come certi amori estivi: rapido, intenso, irripetibile. Di quel che accade ai denti nemmeno te ne accorgi.

Proseguirai con un’insolita sosta in quel Senso di Colla alle mani, alla bocca, sulle labbra, sulla barba, che è una delle attrazioni più fotografate di questa mèta improbabile. Le dita si uniscono, il tempo rallenta, il mondo ti resta attaccato addosso. L’esperienza sensoriale è totale: non si tocca lo zucchero filato, è lui che decide di toccarti. Non leccarti subito le dita: il viaggio va assaporato fino in fondo.

Solo per chi ama l’avventura, e non teme il senso di colpa, il viaggio comprende un’escursione gratuita all’interno delle Grotte delle Calorie. Un dedalo invisibile, dolcissimo e colpevole, dove ci si perde senza bussola né rimorso. Le calorie sono stalattiti di zucchero puro, pareti lisce di eccesso, selfie scattati con il sorriso di chi sa di esagerare ma lo fa lo stesso. Nessuna guida morale: qui la dieta non arriva, spazzolino e dentifricio restano fuori ad aspettare.

Il tour include la Pianura della Scomparsa, dove lo zucchero filato finisce prima di farci caso. Quello che resta è il bastoncino, magro testimone di un’esperienza intensa e brevissima. È il momento della nostalgia preventiva, il nostro souvenir più prezioso: “Ne avrei voluto ancora”. Il testo ti sarà regalato in un magnete da appendere al frigorifero.

Infine, rientro alla realtà attraversando – con il minimo pedaggio di un sorriso a denti stretti e la lingua colorata – la Dogana della Sete. Un ultimo controllo: la bocca chiede acqua, il corpo ricorda, la mente sorride. Il viaggio è finito, ma qualcosa ti resta addosso: un po’ sulle dita, un po’ sulla camicia, un po’ sui denti, un po’ sull’addome, un po’ sulle cosce, tutto nella memoria.

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Gianni Micheli
Gianni Michelihttp://www.giannimicheli.it
Gianni Micheli Giornalista, scrittore, regista, attore, musicista e collezionista di storie. Sulla carta, sul web, in teatro e a scuola, ha una particolare predilezione per la scrittura creativa, la drammaturgia dedicata all’infanzia, la multiculturalità e per il teatro civile. Dal 2012 è uno degli autori della Staffetta di Scrittura Creativa organizzata da BiMed (Biennale della Scienze e delle Arti del Mediterraneo). Nel 2020 è uscito Testone il piccione, Vertigo Edizioni. Nel 2021 con Lezioni d’amore e di chitarra, Edizioni Helicon. Ha collaborato, tra gli altri, con Stefano Massini, Ottavia Piccolo, Amanda Sandrelli, Dario Brunori, Margherita Vicario, Moni Ovadia, Marisa Fabbri. È apparso sulla Rai e La7. Parte dello staff di Officine della Cultura è responsabile dell’ufficio stampa di alcuni importanti festival nazionali. È tra i fondatori dell’Orchestra Multietnica di Arezzo. www.giannimicheli.it - www.giannimicheli.eu

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