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Un’estate al mare… circa 4.000 anni fa!?

Quando la Versilia era già di moda… ma senza ombrelloni

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Un’estate al mare… circa 4.000 anni fa!?

Quando la Versilia era già di moda… ma senza ombrelloni

Partirono da sotto il Castellare con il bigobus della compagnia Kana 3.
La famiglia di Ruth era discendente della stirpe di Khnum-Khufu, appartenente alla IV Dinastia dei Faraoni (Cheope per i greci), stanziatasi sul poggio dell’odierna Santa Fiora.

Dopo aver risalito il Poggio Grande (Pratomagno), scesero in quello che, quarant’anni secoli dopo, sarebbe diventato uno dei più rinomati centri di opifici per la fabbricazione di damigiane e fiaschi per i vini toscani: Pontassieve.
Proseguirono poi per altri quattro giorni di viaggio attraverso zone paludose e, attraversate le ossute montagne Apuane, giunsero finalmente al mare, alla foce di un fiume che, dato il lungo itinerario e la conseguente perdita di peso, chiamarono Magra.

Da secoli quella zona era rinomata per il clima mite d’inverno e per il sole che tramonta nel mare. La bellezza del luogo, frequentata da millenni per riti religiosi, ospitava sculture dedicate alla natura, alla fertilità, all’amore e al divertimento.
Proprio per quest’ultimo, in riva al mare, era stata allestita una capanna dove si esibivano vere e proprie “stelle del varietà” di ogni età, dalla pietra al bronzo, provenienti persino da oltre le Colonne d’Ercole. Era quella di un certo Franceschi.
A mezza giornata di cammino verso sud, un altro capannone sul mare, sempre dedicato al divertimento, fu costruito da un Bernardini (che non era un allenatore di palla). Per i giovani aveva anche allestito, su una palafitta accessibile tramite scala, una capanna sopraelevata detta “bussolotto”.

Ruth e i suoi amici spesso andavano ad ascoltare il suono strano di un “Romano” e anche le melodie di un certo “Lucio”. Dopo notti di divertimento illuminate fino all’alba da fuochi continui, il ventre reclamava energia, e nel vicino Tamanaco sementi e pescato soddisfacevano gli affamati giovani nottambuli.

Era così che, in quelle terre cariche di estati piene di vita e di svago, ognuno di loro poneva una scultura a ricordo di amori e passioni, un po’ come oggi si appendono lucchetti al Milvio.

Ora lo smog del traffico intenso rende la zona vivibile quasi solo d’inverno, ma statue e sculture ne sono state ritrovate diverse tra Massa, Carrara e La Spezia.

Riferimenti: stele ritrovate di epoca 2000 a.C. e memorie della vecchia Versilia degli anni ’60.

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Cesare Fracassi
Cesare Fracassi
Nato ad Arezzo nel 1946, in via Crispi 66, al suono della prima sirena del Fabbricone. Frequentò le elementari a Sant'Agnese, una scuola di vita e di battaglie. Dopo le medie, proseguì con il liceo classico e intraprese studi di medicina e giurisprudenza, completando tutti gli esami di quest'ultima. Calciatore dilettante, fondatore della squadra Tuscar Canaglia, sciatore agonistico e presidente della FISI provinciale. Esperienze lavorative: mangimista, bancario, consulente finanziario, orafo, advisor per carte di credito, ideatore della 3/F Card, registrata presso la SIAE (sezione Olaf n°1699 del 13/4/2000) con il titolo "Global System", agricoltore e, ora, pensionato.

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