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Derby delle nane, del vin brulè e del 94°: Montagnano fa festa e Alberoro rosica

Un derby infuocato tra nebbia, folklore e un gol decisivo allo scadere che manda Montagnano in paradiso

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Derby delle nane, del vin brulè e del 94°: Montagnano fa festa e Alberoro rosica

Un derby infuocato tra nebbia, folklore e un gol decisivo allo scadere che manda Montagnano in paradiso

Altro che semplice derby: quello tra Montagnano e Alberoro è stato un concentrato di folklore, nebbia, fumogeni e… nane in fuga dalla sagra, che con sciarpa e papalina hanno impreziosito le tribune del campo Santi Sartiani, gremite come nelle grandi occasioni.

Il confine tra i due paesi, segnato dall’antico viale dei gelsi (un tempo per i bachi da seta, oggi per i battibecchi calcistici), sembrava prolungarsi idealmente fino alla linea di metà campo, dove l’orgoglio locale si è scontrato a colpi di corsa, ardore e qualche “carezza” al limite del regolamento.

Ad accogliere noi forestieri curiosi di Arezzo, una grigia giornata invernale ravvivata dai bimbi della quinta elementare, armati di giochi, biscotti e un vin brulè sorprendentemente “salutare”. L’atmosfera era da battaglia epica, anche se il campo ha raccontato una storia più muscolare che spettacolare.

La squadra di Franchi, più strutturata fisicamente e meglio disposta in campo, ha provato a prendere in mano il match, trascinata da un Bennati in versione ex furioso, deciso a dimostrare che sì, avevano fatto male a lasciarlo andare. Dall’altra parte mister Fani si affidava alle giocate di Acosty (ex Fiorentina, curriculum che pesa) e alla solidità del sempre temuto Romano.

Tra botte, corse e pochi veri affondi, il pubblico ha dovuto accontentarsi di un gol annullato ai rossoblù per fuorigioco più evidente della nebbia e di un colpo di testa biancorosso che ha fatto sobbalzare le tribune. Poi spazio all’arcigno Nocentini, alle geometrie di Gregori, alla buona prova del giovane Gallorini e dell’altro Bennati a centrocampo.

Quando ormai tutti pensavano al pareggio, al 94° minuto, ecco il colpo di teatro: Castelletti, punta relegata in panchina fino a quel momento, entra e decide la sfida. Gol, esplosione di gioia, Montagnano in delirio.

Le nane, soddisfatte dell’impresa, sono tornate a casa sculettando felici. Alberoro mastica amaro. Il derby è finito, le chiacchiere no.
Fine.

Cesare Fracassi
Cesare Fracassi
Nato ad Arezzo nel 1946, in via Crispi 66, al suono della prima sirena del Fabbricone. Frequentò le elementari a Sant'Agnese, una scuola di vita e di battaglie. Dopo le medie, proseguì con il liceo classico e intraprese studi di medicina e giurisprudenza, completando tutti gli esami di quest'ultima. Calciatore dilettante, fondatore della squadra Tuscar Canaglia, sciatore agonistico e presidente della FISI provinciale. Esperienze lavorative: mangimista, bancario, consulente finanziario, orafo, advisor per carte di credito, ideatore della 3/F Card, registrata presso la SIAE (sezione Olaf n°1699 del 13/4/2000) con il titolo "Global System", agricoltore e, ora, pensionato.

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