La Regione Toscana vara il Reddito di Reinserimento: 500 euro al mese per rimettere in moto chi s’è ingolfato!
Link a Comunicato stampa Regione Toscana
FIRENZE – Dopo mesi di vociferazioni, bestemmie soffocate e “ma ‘ndo se va a finì”, ecco finalmente la nuova trovata: il Reddito regionale di reinserimento lavorativo.
Una misura – dicono dalla Regione – che servirà a “rimettere in circolo” i disoccupati toscani. Insomma, un po’ come quando scuoti la macchinetta del caffè perché la moneta è rimasta incastrata.
A presentarlo, il presidente Eugenio Giani e il nuovo assessore al lavoro Alberto Lenzi, che alla conferenza stampa hanno spiegato la misura con grande solennità, mentre in fondo alla sala un giornalista cercava su Google: “Reinserimento: significato”.
Chi becca il gruzzoletto?
Il nuovo reddito è destinato a:
- disoccupati residenti in Toscana,
- con ISEE sotto i 15.000 euro,
- che hanno già lavorato (insomma, non vale per il cugino di tua zia che campa di briscola e Fantacalcio),
- e che non possono più prendere Naspi, Dis-coll o altri sussidioni nazionali.
In cambio, e qui viene il bello, bisogna:
- cercare lavoro davvero,
- presentarsi ai Centri per l’Impiego (dove l’aria condizionata funziona una volta sì e cinque no),
- firmare un “Patto di servizio personalizzato”, che tradotto significa: “Noi ti si dà 500 euro, ma te un fare ‘l furbo!”
Quanto si porta a casa?
500 euro al mese per massimo 9 mesi.
Insomma, non abbastanza per campare da nababbo, ma sufficienti per:
- pagare le bollette,
- fare la spesa,
- lamentarsi comunque (che è lo sport ufficiale regionale dopo il calcetto).
L’operazione da 23 milioni
La Regione ha messo sul piatto quasi 23 milioni di euro, che saranno gestiti da ARTI, l’Agenzia regionale per l’impiego, quella che dovrebbe traghettare gli utenti verso il lavoro.
Sperando che la nave non faccia la fine della Torre di Pisa… storta fin dall’inizio ma ancora in piedi per miracolo.
Secondo IRPET, i potenziali beneficiari sono oltre 11.000.
Praticamente, se li mettessimo tutti in fila, si potrebbe fare un serpentone umano da Arezzo a Perugia… con pausa obbligatoria per la schiacciata.
Giani: “Non è assistenzialismo!”
Il presidente Giani ha sottolineato che il nuovo reddito “non è assistenzialismo”.
E infatti – dicono i tecnici – l’unica cosa assistita è la pazienza dei cittadini che dovranno districarsi tra moduli, firme, e corsi di aggiornamento in cui qualcuno spiegherà per la 47ª volta come si scrive un curriculum senza mettere la foto di quando eri alla comunione.
Lenzi: “Vi si rimette a nuovo!”
L’assessore Lenzi invece garantisce che i corsi saranno calibrati sulle richieste del mercato.
Quindi aspettiamoci a breve:
- corsi di “Come sopravvivere a un colloquio con HR che ha letto due libri di psicologia”
- master in “Tecniche avanzate di consegna pacchi col furgone in doppia fila”
- e seminari motivazionali tipo “Respira, non urlare, e forse ti assumono”.
In conclusione…
La Toscana ci prova: soldi, corsi, ricollocamento, buone intenzioni.
Il tutto accompagnato da un rigido sistema di controlli, perché qui di babbei ce n’è pochi… ma furbi parecchi.
E allora via, dai:
Dopo il reddito di cittadinanza, ecco il reddito “rimettiti in moto se no t’arrangi!”
Che, per come vanno le cose, è già qualcosa.

