AREZZO, CITTÀ DEL NATALE… E DEL GIRONE DELL’INFERNO –
Dallo sfogo di Rossella (Dal gruppo facebook dei vivaci)
Oh, l’Albero è acceso, le luminarie brillano, la città sbriluccica come un cantante neomelodico alla prima comunione.
Solo che, dietro le lucine, c’è un popolo.
Un popolo inc… ehm, infiammato, con i nervi che fanno scintille più del mercatino tirolese.
E a guidare la rivolta social: Rossella, la Giovanna d’Arco del garage bloccato,
cittadina esasperata, col cappotto già fradicio di pazienza natalizia e il fegato in fase di panatura.
Capitolo I – La Profezia del Natale Incastrato
Rossella apre Facebook la mattina come chi apre la finestra dopo un temporale.
Peccato che invece dell’arcobaleno, trova:
File di macchine manco regalassero panettoni dagli sportelli.
Parcheggi a pagamento? Sì, ma anche l’aria pare tassata.
Garage? Utensile medievale, non sfiorabile.
Ambulanza? Se arrivi vivo, suona al citofono e dice grazie.
E lei sbotta, senza filtro e senza santo protettore del semaforo:
Povera Arezzo mia!!! Degradata, alla deriva!!!
Come tutti gli anni arriva la città del Natale bellissima ma organizzata di m…..!!
Possibile che non riusciate a capire che tutto il flusso delle auto che arrivano non vanno fatte entrare nella città !!
Grazie Sindaco – con cinque punti esclamativi – perché uno solo pareva offensivo a metà!
(che detto così pare un bigliettino per Natale, ma in realtà è un pacco… senza fiocco.)
E noi che pensavamo che le luminarie portassero pace…
Macché.
Han portato gente, confusione, panini con la salsiccia e bionde coi tacchi che cercano “il duomo” ma sono dall’Esselunga
Capitolo II – La tragedia domestica
Rossella vuole uscire col la macchina.
Non per andare a Formentera, eh: solo per vivere.
Ma niente, Arezzo è diventata un escape room senza uscita, livello impossibile.
“Io sono chiusa in casa! Deve arrivare un’ambulanza? Finisco in camera ardente direttamente!!!”
Le strade piene, la gente che gira, si fotografa, urina artistica sulle pareti etrusche – vera installazione contemporanea, titolo: “Lo zampillo dell’inciviltà”.
Il turismo culturale incontra il turismo vescicale.
Il problema?
Le auto entrano in città come renne impazzite, e i cittadini restano murati vivi nei garage.
«Io son chiusa in casa, manco fossi Rapunzel – scrive – devo uscire con la macchina? IMPOSSIBILE!!!
Se mi viene un malore, l’ambulanza arriva quando sono già morta!!!»
Nel frattempo, conta i passanti che – diciamolo con delicata eleganza natalizia – usano i muri come toilette a cielo aperto.
Una cartolina suggestiva, tra lucine colorate e pipì vaporosa in controluce.
E mentre la città s’illumina, Rossella si oscura.
Il suo piano?
Telefono in mano, dita pronte alla guerra, finché qualcuno non si arrende e le apre un varco tra renne, camper e panettoni motorizzati.
Capitolo III
E non è sola nella battaglia!
Interviene anche Luca, che pare abbia passato la sera a tirare nastri e bloccare ingressi come in un film di sopravvivenza urbana:
«Mi è toccato chiudere gli accessi a casa, altrimenti manco nel mio piazzale parcheggio. Camper piazzati lungo la strada come tende a un rave!!»
E noi lì a immaginare Luca stile check-point statale, che dà il pass solo ai residenti con carta d’identità, certificato di battesimo e giuramento su pane e finocchiona.
Capitolo IV – Conclusione profetica
Così, nel clima natalizio, Arezzo diventa:
La città del Natale per chi arriva da fuori
La città del se-poi-me-lo-dite per chi ci vive
La città del “water urbano” per chi non trova un bagno
La città del pronto soccorso fatto col citofono e la preghiera
Ecco l’immagine:
Luci, musica, mercatini… e dietro le quinte, Rossella col telefono incollato all’orecchio che urla all’infinito: “APRITEMI IL GARAAAAAAAAGE!!!”
Arezzo, Arezzo bella, siamo ufficialmente nella Città del Natale, ma anche nel Presepe Vivente della Pazienza Esaurita.
Fine sfogo. Nessuna autorità è stata maltrattata durante la scrittura (forse).
Solo noi, i nervi e i freni a mano.
Il post di Rossella è stato come buttare un petardo nel presepe: BOOM
E i commenti, come veri pecorai del web, sono arrivati a mandrie.
Di seguito la liturgia sacra del thread, opportunamente teatralizzata
Massimo tira fuori il Viet-Giotto: «Noi lo siamo ogni sabato al mercato. Ostaggio in casa mia!»
Vivien: «Ma sono problemi questi? A Firenze è per 100 tutti i giorni!»
Rossella B. : «Ringrazia Dio che c’è turismo, sennò pane e vento!»
Antonio: «Ma vi lamentate sempre…»
E dietro, cori bianchi vestiti da presepe che cantano So-la-mi-re-mettiti-in-fila.
Andrea:«Aerosol di smog per tutti i residenti.»
Elisabetta: «O te la fai nei mutande o sui muri vostri. Bisogni essenziali dell’uomo.»
Valentina:«Arezzo non è pronta. Pochi bagni, parcheggi cari. Comune lo sa e se ne frega. Fate schifo!!!»
Silvio: «Bagni ci sarebbero se non li spaccassero. Parcheggi a 3 euro tutto il giorno. Troppi vogliono troppo comodo.»
Debora:«Bloccare le macchine fuori dall’autostrada e navette a go-go!»
Deborah: «Hai ragione. Mancano parcheggi. Navette obbligatorie.»
Luca: «Organizzato male. Ma lo sappiamo da 10 anni.»
Antonio: «Solo per incassare soldi.»
Roberto: «30 km da Arezzo. Felice come una Pasqua.»
Andrea:«Basta, fanculo alla pitica. Buon Natale.»
Conclusione?
Arezzo splende come una cartolina, ma puzza come un bagno di stazione dopo il vin brulè.
è magica per chi arriva, è un girone dantesco per chi ci vive.





Commenta per ultimo ….Andrea:«Basta, fanculo alla pitica. Buon Natale.»
Non so se ha scritto “Pitica” volendo indicare il nome Pito , il meno conosciuto di Delfi , dove si tenevano delle famosissime feste in onore di Apollo Pizio , ma almeno i Greci quelle feste “ Pitiche” le celebravano ogni quattro anni !
Caos totale come sempre e se ne vantano pure, come si può parlare di grande successo di fronte ad una sconfortante immagine di città bloccata, intasata, transennata, auto e camper sui marciapiedi, bus che caricano e scaricano in mezzo alle rotonde, inquinamento, rumore e residenti che aspettano solo la fine delle feste tra l’altro esageratamente lunghe.
Una giunta incapace della minima organizzazione ed una opposizione che non dice una parola in merito, nessuna critica c’è la conf-censura.