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venerdì, Gennaio 23, 2026
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Piazza Saione: un milione per fare il nulla!

Arezzo, quando il restyling costa più del cambiamento

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“Si spendono soldi per non fare un tubo, ma col tubino elegante!”
Cronache amare (& parecchio incazzate)

Arezzo – Roba da romanzo comico, se non fosse vera come le multe.
La telenovela di Piazza Saione pare scritta da un autore col gomito pesante e la memoria corta: prima si presenta un progetto nuovo di pacca senza chiedere manco a un piccione della piazza se gli andava bene, poi si scopre che gli alberi sono sani — e dunque via col piano tipo: tagliamoli lo stesso, tanto fanno ombra e non si vede bene niente.

Ma ecco il colpo di scena: i cittadini si girano, firmano a valanga, protestano, urlano “lasciateci gli alberi o vi piantiamo noi!” e alla fine la Giunta ci ripensa. Nuovo progetto! Tutto pedonale, tutto bello, tutto verde.
E i consiglieri PD Caneschi e Donati già pronti a stappare il prosecco.

Poi — zac! — intervista dell’assessore Casi.
E che ti scoprono i due?
Che la viabilità resta uguale uguale, paro paro, fotocopia sputata di prima.

Tradotto dal politichese:
Si rifà la piazza, ma non cambia niente.
Spesa prevista? Oltre un milione di euro.
Risultato? Una bella rinfrescata e via, come truccarsi per stare sul divano.

Caneschi e Donati allora sbottano come pentole a pressione:

“Ma che rispetto hanno Ghinelli e Casi dei cittadini che hanno firmato in migliaia?”
“Che credibilità ha un Sindaco che dice ‘lo facciamo per voi’ e poi lo fa per… boh?”

Domande retoriche, ma che sanno di schiaffo in faccia — di quelli sonori, proprio PAAH!.

Perché pare che in Piazza Saione si stia per far l’impresa più geniale del secolo: spendere un botto per non cambiare un tubo.
Giusto un po’ di cipria qua e là, due fiorellini, una passata di fondotinta e l’illusione che qualcosa sia successo davvero.

Era questo il bisogno della città?
Secondo i due consiglieri: NO.
Secondo qualcuno in Comune, invece: SÌ… o almeno sembra.

Morale della favola?
Ad Arezzo, col nuovo restyling, Piazza Saione sarà bella come prima, ma più cara.
Che roba signori. Neanche le estetiste han il coraggio di far pagare così tanto una passata di rimmel.

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Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni (nato il 1° aprile di un anno imprecisato, perché gli piace mantenere un alone di mistero) è un giornalista, scrittore e debunker di professione, noto per il suo acume nel smontare bufale e teorie del complotto con una buona dose di ironia. Cresciuto tra vecchie macchine da scrivere, giornali ingialliti e discussioni animate al bar, sviluppa fin da giovane un'insana passione per la verità… e per il caffè corretto. Dopo una laurea mai del tutto confermata in Giornalismo Investigativo presso l'Università della Vita e un master in Sarcasmo Applicato, si dedica alla sua missione: scovare fandonie, ridicolizzare fake news e dare il tormento ai complottisti più fantasiosi. Ha collaborato con testate inesistenti come Il Giornale delle Bufale, La Verità (Quella Vera) e Fact-Checker’s Monthly, oltre a essere autore del bestseller immaginario "La Terra è rotonda e altre scomode verità". Attualmente vive tra la redazione e i social, dove smonta quotidianamente le teorie più assurde con il suo motto: "Una bufala al giorno toglie il neurone di torno". Se lo cercate, probabilmente sta battibeccando con qualche utente convinto che gli Illuminati controllino il meteo.
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