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lunedì, Gennaio 12, 2026
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CPR: chi sbaglia, s’accomodi!
(e noi si paga il conto)

Ghinelli & soci esultano: “Finalmente un rimedio contro spacciatori e delinquenti”. Critici: “Sì, ma ci s’ingabbia la gente senza risolvere un tubo”. Tra applausi dei sindaci e mugugni dei critici, i CPR rischiano di diventare più parcheggi che soluzioni

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E così, dopo mesi di “oh Governo, fate qualcosa!”, ecco la risposta: i CPR, ovvero Centri di Permanenza per il Rimpatrio.
Tradotto: un posto dove chi ha precedenti per spaccio o violenze varie va a farsi una villeggiatura sorvegliata.

Il sindaco Ghinelli batte le mani: “Bene! Finalmente un segnale di sicurezza per i cittadini!”.
E i cittadini: “Sì, ma se poi invece di rimandarli via li si tiene lì a marcire, che s’è concluso? S’è fatto un parcheggio umano col riscaldamento pagato da noi”.

Chi è favorevole dice: “Oh, almeno non li abbiamo in giro a fa’ casino!”.
Chi è contrario ribatte: “Sì, ma i rimpatri veri? Un se ne vede uno manco a pagallo!”.

Insomma, i CPR son come il brodo col dado: scaldano subito, ma alla lunga sanno di poco.
E alla fine, l’unica certezza è che la bolletta la paga sempre Pantalone… cioè noi!

1 commento

  1. Purtroppo sono decenni che non vengono costruiti nuovi carceri, che oltretutto servirebbero totalmente differenziati in base ai vari gradi di reato, insomma predisposti a isolare i contatti tra i veri Boss e sodali con esterno e interno.

    Quelli a basso rischio dovrebbero essere volti al recupero dei microcriminali, evitando che almeno questi passino di categoria, sopraffatti dai criminali incalliti.

    Poi, visti i tempi, bisognerebbe costruire o restaurare delle necessarie strutture sanitarie per tentare di curare i tanti tossici ed i crescenti soggetti psichiatrici non assistiti, che privi di ogni bene vagano come zombies per le città.

    I centri CPR sono sicuramente la peggiore di queste soluzioni ma le uniche rapidamente fattibili per far sparire la polvere sotto il tappeto. La nostra percezione di pericolo è fuorviata in ogni caso dai media e dalle esperienze personali: la paura dei cittadini vince sulla realtà ed i CPR sembrano inevitabili ed utili.

    A mio avviso, i CPR sono i tappeti e noi i padroni che si accontentano di non vedere lo sporco nascosto sotto. Ai fermi e agli arresti, se non seguono rapidamente i dovuti tentativi dello Stato di risolvere il percorso di queste persone, caso per caso, tutto si complica ed i tappeti si rimuovono: lo sporco risalta fuori in un incessante gioco dell’oca per Forze dell’Ordine e Magistratura.

    Ci dovremmo provare per non rimpiangere in futuro di esserci abbrutiti anche noi, definitivamente, trattando le persone come carichi di bestiame da spostare, che pur nutriti e rifocillati non possiamo neanche espellere. Così i peggiori ed i meno problematici convivono rinchiusi e raramente riusciamo a recuperare qualcuno almeno ad una basica vita sociale/personale, come invece la società civile ed uno Stato forte e giusto avrebbero il dovere di tentare.

    Le comunità umane sono fatte di bene e male, anche le carceri e le strutture sanitarie di aiuto sono Edilizia Popolare, ma siamo indietro su tutto… case e carceri.

    A vederli, personalmente, i CPR li percepisco come recinti provvisori, dei tristi tappeti magici.

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Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni (nato il 1° aprile di un anno imprecisato, perché gli piace mantenere un alone di mistero) è un giornalista, scrittore e debunker di professione, noto per il suo acume nel smontare bufale e teorie del complotto con una buona dose di ironia. Cresciuto tra vecchie macchine da scrivere, giornali ingialliti e discussioni animate al bar, sviluppa fin da giovane un'insana passione per la verità… e per il caffè corretto. Dopo una laurea mai del tutto confermata in Giornalismo Investigativo presso l'Università della Vita e un master in Sarcasmo Applicato, si dedica alla sua missione: scovare fandonie, ridicolizzare fake news e dare il tormento ai complottisti più fantasiosi. Ha collaborato con testate inesistenti come Il Giornale delle Bufale, La Verità (Quella Vera) e Fact-Checker’s Monthly, oltre a essere autore del bestseller immaginario "La Terra è rotonda e altre scomode verità". Attualmente vive tra la redazione e i social, dove smonta quotidianamente le teorie più assurde con il suo motto: "Una bufala al giorno toglie il neurone di torno". Se lo cercate, probabilmente sta battibeccando con qualche utente convinto che gli Illuminati controllino il meteo.
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