Non parlo di Medio Oriente, ma della sfida di domenica: Arezzo contro Juventus Next Generation.
Una partita che da sempre profuma di battaglia, perché loro – i bianconeri – arrivano con la squadra più “ricca”, il valore di mercato più alto e un budget da far girare la testa. E non basta: spesso sembra che abbiano anche quel famoso “aiutino” in più che gli altri non vedono mai.
Non a caso, proprio una settimana fa ad Ascoli, un allenatore navigato di Serie C ha perso la testa e ha lanciato una bottiglietta d’acqua verso l’arbitro. Gesto impulsivo, certo. Ma davvero pensiamo che l’abbia fatto senza motivo? Errori arbitrali troppo pesanti? Un nervosismo che covava da tempo? Chissà…
Io di partite ne ho viste tante, anche al Moccagatta, in uno stadio quasi vuoto, dove la mia voce si sentiva chiara e forte a segnalare ingiustizie palesi. E sapete che successe? Il commissario arbitrale dovette riportare tutto a referto e il designato si prese 30 giorni di stop. Non sono storie inventate: è successo davvero.
Adesso eccoci qui: loro sono Golia, giganti con sei vittorie e un solo pareggio contro di noi amaranto (cinque in campionato e una nei playoff). Io di queste sfide ne ho seguite cinque di persona, e vi dico la verità: con tutta la comprensione possibile per la classe arbitrale, troppe volte le decisioni sono sembrate di parte, alcune addirittura scandalose.
E allora sabato?
Domenica tocca a noi, con pietra e fionda, con astuzia e gioco di squadra. Perché un David piccolo ma coraggioso può fermare anche il gigante bianconero.
E da tifoso, ve lo dico col cuore: questa maledetta striscia va interrotta!


