Arezzo, via Montefalco: le due bici dell’abbandono eterno

Due rottami in via Montefalco diventano monumento cittadino alla sfiga ciclistica

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Come nella vita: c’è chi un c’ha più le ruote… e chi un c’ha più il culo (o meglio, la sella) dove sedersi.

Due bici, abbandonate come due ex moglie alla festa della birra, stanno lì da anni davanti a tutti, immobili, arrugginite, spogliate dai ladri più meticolosi d’un chirurgo plastico.

La prima, poverina, pare il “tronco” di un velocipede: senza una ruota, senza futuro, ma sempre lì, attaccata alla rastrelliera come a una flebo. L’altra invece c’ha le ruote, ma gli manca la sella… segno che qualcuno, in piena emergenza di comodità, ha preferito portarsela via: “o senza culo, o senza strada”.

E così, tra l’erba che cresce e la ruggine che mangia, queste due reliquie della pedalata sono diventate monumento cittadino: la “Coppia dell’Abbandono”.
C’è chi passa e ride, chi scuote la testa, chi bestemmia perché un trova posto per legare la bici vera.

Comune, vigili, passanti: nessuno le tocca. Ormai fanno parte dell’arredo urbano come i piccioni o i lavori in corso eterni.

E allora un brindisi a loro, le due biciclette filosofe di via Montefalco:
una insegna che senza ruote un si va da nessuna parte,
l’altra che senza culo un ci si gode nemmeno il viaggio.

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