Il “Gigi”, il più migliore assai!

Questa volta non una storia, ma una riflessione sugli ultimi Sindaci che hanno amministrato Arezzo.

Qualche giorno fa ci ha lasciati l’ing. Luigi Lucherini che, per un mandato e mezzo, è stato sindaco di Arezzo.
Alla notizia della dipartita nei social si è assistito ad un fiume in piena di messaggi che ne esaltavano l’operato amministrativo, l’eleganza della persona nonché la professionalità dell’ingegnere.
Tutto vero e condivisibile.

Personalmente questa notizia mi ha sollecitato una riflessione che voglio condividere con voi ed è questa: l’ingegnere è stato un buon sindaco.
Sotto la sua guida la città è letteralmente mutata.
Da gran paesone qual era, nel volgere di poco, ha assunto la dimensione di città.
Fino ad allora i sindaci che l’hanno preceduto, di provenienza socialista e di centro, a mio modestissimo avviso, hanno solamente mantenuto la dimensione di piccola e grigia città di provincia.

Aldo Ducci

Il sindaco Ducci alla guida della città per oltre un ventennio, tra gli anni Settanta e Ottanta, considerato da tanti un sindaco illuminato, sempre a mio modestissimo giudizio, è stato uno dei peggiori e vi dico velocissimamente perché; egli ha isolato la città e la provincia.
Sotto la sua amministrazione, l’economia girava, al Governo vi erano referenti importanti, ma nulla ha fatto e mosso perché Arezzo si giovasse di quel momento.
Ma vi è di più: in quegli anni si stava costruendo la direttissima, la provincia di Arezzo è stata attraversata per un lungo tratto, ma è l’unico territorio che non è stato beneficiato di una stazione.
Oggi se quella stazione ci fosse avremmo qualche problema in meno.
Sempre negli anni Ottanta la Valdichiana aretina era stata scelta per ospitare un grandissimo parco divertimenti.
Anche allora il niet di chi era al governo locale fece sfumare l’occasione.
E sappiamo come è andata a finire.

Sulle giunte Vannucci e Ricci, é meglio sorvolare: non pervenuti.

Poi, alla guida del capoluogo, arriva l’ingegnere, ma il benessere di quegli anni sta diventando un ricordo.
Tuttavia, come suo primo merito vi è quello di aver strappato lo scranno più alto, per la prima volta, alla egemonia della sinistra.

Siamo nel 1999 da lì a qualche mese si inaugurano, dopo un lunghissimo restauro, il ciclo degli affreschi di Piero della Francesca.
Il mondo arriva ad Arezzo ed Arezzo, sotto la guida di Gigi, come affettuosamente viene chiamato, non si fa sorprendere impreparata.
Nel primo mandato il Sindaco imprime una svolta decisa.
La città è accogliente, ordinata, cresce.
Sono anni d’oro.
L’anello viario è di questo periodo.
Il completamento ancora lo aspettiamo!

 

La buca delle nane in piazza del popolo, eredità della sinistra, diventa un parcheggio e così tante altre opere.

Poi, lo scivolone.
A metà legislatura finisce il mandato per le vicende che tutti sappiamo.
Si ritorna alle urne e vince il nipotissimo.
Gli anni che seguiranno, per la città di Arezzo, sono i peggiori dal dopoguerra: immobilismo totale, poche idee e confuse.
Anzi, c’è di più: Fanfani non esita a metà del secondo mandato a lasciare la carica di sindaco per il posto di consigliere nel CSM.
Prima l’ambizione personale poi il bene della collettività.
Purtroppo questa è diventata la politica: non è più servizio, ma ben altro.

 

Di nuovo elezioni e vince per una manciata di voti Ghinelli.
Le speranze si riaccendono anch’egli è ingegnere, ma c’è di più: è considerato il delfino di Lucherini.
Tutti speravamo che riprendesse quell’opera di ammodernamento, ma così non è stato.

 

 

Si ripiomba nel buio che più buio non c’è e, a detta di tanti, sta superando il Fanfanulla ed è tutto dire!

 

 

 

Alberto Sordi e Luigi Lucherini

 

Questa breve riflessione, un piccolo omaggio, ad un signore di altri tempi che ha avuto la ventura o la sventura di essere Sindaco di Arezzo.

La Vespa
Dotata di due formidabili antenne capta, nel territorio urbico locale, tutto quanto c'è di anomalo e, a suo insindacabile giudizio, usa il velenoso pungiglione per raccontare e denunciare. Mimetica e veloce vola di qua e di là, da un abuso ad uno sperpero; da un incarico in odore di favore ad un finanziamento dato per l'acquisto dei bigodini della nonna.

3 COMMENTI

  1. Ortica?…Vespa?…emmenomale….un commento cosi’ conformista ricorda piuttosto il lecca-lecca.

    Avra’ fatto anche cose buone, ma la sua e’ stata l’amministrazione della cementificazione abusiva incentivata,del magna magna della destra che riuscita a salire al potere ha soprattutto pensato ad apparecchiarsi la tavola.
    Finita nel disonore della corruzione talmente sfacciata che non si capisce come abbia potuto durare finche’ e’ durata.

    Con una condanna del sindaco miracolato con una prescrizione che griderebbe vendetta( in appello il procedimento fu assegnato a sezione dove c’era una giudice intanto trasferitasi li che l’aveva gia’ giudicato ad Arezzo e quindi si dovette riassegnare daccapo).

    Ed e’ stata forse l’ amministrazione più piena di soldi da spendere della storia.

    Ducci e’ stato sicuramente superiore. Anche culturalmente.

    Arezzo e’ stata all’avanguardia su tante cose, una delle prime citta’ a dotarsi di un sistema moderno di scuole materne.
    Una delle prime a rivoluzionare il sistema psichiatrico.

    Il lucherinismo culturalmente ha portato ai mercatini tirolesi e ai back in time.
    E se si dovesse parlare delle tante agognate opere pubbliche il sindaco chiamato fanfanulla con pochissimi soldi a disposizione rispetto al beato Gigi ha restaurato tutte le principali piazze del centro.

    Ma qui siamo in una citta’ dove il sindaco erede del lucherinismo ha detto che Gelli e’stato un gran personaggio NEL BENE e nel male, e ha dato lustro alla città”.

    Vespa…forse Vespa Piaggio…nel senso dell’inutile piaggeria..un articolo da buttare alle ortiche.

  2. La dignità, alla quale, per poter tirare avanti, così spesso rinunciamo.
    Da quando i sindaci di Arezzo hanno preso a indossare, per la Giostra del Saracino, un costume, al pari di qualsiasi altro figurante, io penso che  ognuno di loro, indifferentemente, abbia rinunciato e rinunci a una parte, magari minima, di questa dignità.
    Inoltre, dappoiché la consegna della “lancia d’oro” vien fatta da una terrazza, tal detta brutta rinuncia si tinge di grottesco.
    Così, tanto per dire.

  3. Concordo pienamente con il post di risposta de l’Altra.
    L’articolo della Vespa, è di parte, perchè la morte inganna.
    La Storia è storia e Arezzo parla da sola.

    Arezzo era distrutta e la sinistra insieme ai sindaci eletti e cittadini è stata impegnata nella sua faticosa ricostruzione, approvando piani regolatori e urbanistici per l’ordinato governo del territorio da subito, il primo inceneritore fu fatto a la Cella e il secondo a San Zeno, approvazione piani Edilizia economico popolare e numerosi villaggi popolari per famiglie disagiate.

    Servizi per l’infanzia che facevano concorrenza a quelli dell’Emilia Romagna, realizzazione del nuovo Ospedale San Donato e relativo parcheggio multipiano, acquisizione e ristrutturazione Casa Pia, Centri di Aggregazione sociale in centro e nelle periferie.

    I meravigliosi parchi : Arno, Via Emilia, Giotto, Villa Severi, Lignano, Pescaiola, il Prato .
    Il nuovo stadio, la piscina comunale coperta, le scuole aretine in ogni frazione, la progettazione con gli antiquari della Fiera, Costituzione azienda consortile del gas.

    Impianto di potabilizzazione acqua Arno, intervento e riassetto del piano fognario, Costituzione azienda municipale Trasporti ATAM, rifacimento di numerose piazze aretine e vie , Piazza Grande, piazza Risorgimento, piazza Sant’Agostino, piazza Guido Monaco e le vie.

    Impianto depurazione Casolino, Ponte alla Chiassa e Quarata, Realizzazione impianto potabilizzazione del fiume Tevere a Poggio Cuculo, restauro della Fortezza, Restauro del teatro Petraca, ecc ecc ecc.

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