Mangiare all’italiana è salute?

Cronaca di un pasto all’italiana: primo piatto, secondo piatto, poca verdura di contorno, pane, vino, frutta, dolce, caffè.

In Italia se non mangiamo il primo e il secondo piatto sembra di non mangiare.
E dopo aver mangiato con questa sequenza di alimenti, cosa succede nell’intestino e nel nostro sangue?
Qui cala il sipario della non conoscenza.
Invece sta proprio nel sangue dopo il pasto la chiave della salute, della nostra massa grassa.
Ogni volta che noi mangiamo il sangue modifica la sua composizione in rapporto agli alimenti ingeriti.

Siamo diversi da prima del pasto.
Sono quattro i valori del sangue che cambiano dopo ogni pasto:
1- glicemia (glucosio carboidrati)
2- insulina (ormone del dopo pasto)
3- lipemia (trigliceridi grassi alimentari)
4- amminoacidemia (amminoacidi derivati dalle proteine).

Il sangue diverso dopo il pasto coinvolge tutti i nostri organi, il sangue arriva in ogni organo.
Il tempo necessario per smaltire i nutrienti ingeriti con gli alimenti e arrivati nel sangue si chiama fase post prandiale.
Più e’ lunga la fase post prandiale, cioè più e’ lungo il tempo per smaltire tutti i nutrienti e farli passare dal sangue all’interno delle cellule, e più si accumula grasso, in particolare nell’addome.
Più e’ lunga la fase post prandiale e più si accumula grasso corporeo.
Quindi occorre scegliere e mangiare gli alimenti per ridurre il tempo della fase post prandiale.
Bisogna “pulire” il sangue da ciò che abbiamo mangiato prima possibile.

Nel sangue non ci sono le calorie, ma le molecole alimentari.
Milioni di persone mangiando all’italiana hanno invece un tempo lungo di pulizia del sangue dopo aver mangiato ed accumulano grasso, hanno livelli elevati di glicemia, insulina, trigliceridi.
Non lo sanno perché non conoscono la fisiologia e la biochimica del corpo umano.
Su 24 ore della giornata, ben 18 ore hanno un sangue lento nel far passare il glucosio e gli acidi grassi alimentari dentro le cellule degli organi corporei.
Sta qui gran parte la causa di patologie e di accumulo di eccesso di grasso addominale e gluteo femorale.

Occorre cambiare.
Occorre un metodo nella scelta e nella sequenza degli alimenti di un pasto.
Il metodo molecolare di alimentazione consapevole che ho ideato da diversi anni e realizzato ormai da migliaia di persone in Italia, e’ programmato sulla gestione metabolica ed ormonale del sangue dopo ogni pasto.
La sequenza degli alimenti di un pasto la chiave per ridurre il tempo della fase post prandiale.

Iniziare il pasto con verdura cruda, mista a dose libera e finemente tritata per agevolare la sua digestione gastrica ed evitare reflusso gastro esofageo, passare poi ad alimento proteico (pesce, carne bianca, carne rossa da animali grass feed, uova…combinazione tra cereali e legumi), porzione di pane integrale o cereali integrali (se non mangiati nel piatto proteico), olio extra vergine di oliva, per terminare con verdura cotta tal quale oppure passato di verdura o crema vegetale.

Invito a provare questo metodo molecolare e valutare la vostra reazione di salute.
Buona giornata.

Pierluigi Rossi
Laureato in Medicina Chirurgia è Specialista in Scienza della Alimentazione, Specialista in Igiene e Medicina Preventiva. E’ stato Primario presso la ASL di Arezzo, Servizio Sanitario della Toscana, per 22 anni, Direttore della U.O. Direzione Sanitaria della stessa ASL, dove ha creato e diretto Ambulatorio di Nutrizione Clinica. Docente dal 1995 al 2009 di Scienza della Alimentazione presso la Università degli Studi di Siena. Docente (a.c.) presso la Università degli Studi di Bologna. E’ autore di un considerevole numero di ricerche scientifiche pubblicate in riviste italiane ed internazionali. Autore di libri. Ha fondato la Scuola di Alimentazione Consapevole, dirige e insegna in Master e Corsi di Nutrizione Clinica a medici, biologi, farmacisti e personale sanitario in molte città italiane e all’estero. Ha elaborato il Metodo Molecolare (Dieta Molecolare) che supera il calcolo giornaliero delle Calorie, considerato un artefatto scientifico perché il corpo umano utilizza per il suo lavoro metabolico solo energia chimica (ATP) e non certo il calore.

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