Il “Casi belli” della frazione di San Polo

Non possiamo non sottolineare che la giunta comunale aretina, sia quelle passate sia quella attuale, ha figli e figliastri.

Per figliastri, in questo caso, intendiamo le numerose frazioni, satelliti abitativi che circondano il comune capoluogo.
Realtà che ad ogni campagna elettorale ottengono promesse su promesse ma poi, la realtà, è altra storia!

Vi vogliamo raccontare il caso emblematico della frazione di San Polo e dell’assessore Casi.

Situata a quattro passi da Palazzo Cavallo, la bella e amena frazione  è visibile, se l’assessore Casi tra le more del suo prezioso tempo si recasse ai piani alti del palazzo, aprisse una delle tante finestre che guardano verso Est, tenga come rotta il percorso in salita dell’Ardita che va all’Alpe di Poti, perché lì, proprio lì ai piedi della salita essa si trova.

Un pugno di case che dalla piccola e preziosa Pieve romanica, scrigno di tesori d’arte, si susseguono lungo la strada della famosa corsa.
Un rettilineo di un paio di centinaia di metri, in salita o se preferite in discesa, che è scambiato per pista di rullaggio visto con quanta velocità viene percorso e con quanta facilità si verificano sinistri.

Come avete intuito il punto è proprio questo: la sicurezza dei residenti e non!

Ora la questione, per la verità, ha radici attempate.
Già nel 2009 i residenti di quel tratto di strada, nove famiglie, promossero una raccolta firme ed esposero il problema della sicurezza all’assessore ai Lavori Pubblici dell’epoca.
Ci fu una sorta di “presa…in carico” che si concretizzò con l’installazione di un cartello dentro un oliveto recante l’immagine di “attraversamento pedoni” e nulla più.

Gli anni passano e la pericolosità aumenta.
I residenti non si rassegnano.

Fanno il viottolo al Comune nella speranza, sì nella speranza di vedere risolta la questione quanto prima e in effetti, poteva esserla visto che, ad un certo punto, l’assessore della precedente Giunta Ghinelli fa finanziare un intervento di messa in sicurezza di 11.800 Euro: quattro lampioni e due dossi deceleratori.

Sembrava fatta, per una volta!
Sembra, perché ad oggi di lampioni e di dossi deceleratori neppure l’ombra.
Dallo scorso agosto è impossibile ottenere un appuntamento con l’impegnatissimo assessore Casi, affinché dia lumi sul perché di tale ritardo.
E se poi c’è davvero un perché!

Poiché non vorremmo che il giovane assessore traccheggi e pensi che la messa in sicurezza dei pedoni, riguardasse gli alberi di olivo, e non le persone!

La Vespa
Dotata di due formidabili antenne capta, nel territorio urbico locale, tutto quanto c'è di anomalo e, a suo insindacabile giudizio, usa il velenoso pungiglione per raccontare e denunciare. Mimetica e veloce vola di qua e di là, da un abuso ad uno sperpero; da un incarico in odore di favore ad un finanziamento dato per l'acquisto dei bigodini della nonna.

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