Questo articolo usa l’ironia per commentare fatti reali
Aveva scelto la bicicletta per spostarsi tra un furto e l’altro, probabilmente per ridurre le emissioni senza però rinunciare ai reati contro il patrimonio. Un cinquantenne, ritenuto responsabile di una serie di furti commessi nel Valdarno durante il primo semestre dell’anno, è stato sottoposto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.
Il provvedimento è stato eseguito dai carabinieri di San Giovanni Valdarno sulla base di un’ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Arezzo, su richiesta della Procura della Repubblica.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo si sarebbe spostato in bicicletta tra esercizi commerciali, ristoranti e centri sportivi, approfittando di borselli, portafogli e oggetti personali lasciati incustoditi negli spogliatoi o nei locali di servizio.
Una specie di Giro del Valdarno a tappe, ma senza maglia rosa e con i portafogli degli altri come premio di giornata.
In alcuni casi, dopo essersi impossessato di borse e carte di pagamento, avrebbe utilizzato queste ultime per effettuare piccoli acquisti non autorizzati in tabaccherie e locali pubblici della zona. Microspese, perché anche il ladro moderno sa che il bilancio familiare va tenuto sotto controllo.
Tra gli episodi contestati ce n’è uno particolarmente grave. Nel maggio scorso l’uomo sarebbe stato sorpreso mentre tentava di sottrarre il denaro contenuto nella cassetta delle offerte di un ente non profit che dal 1974 sostiene le famiglie con bambini ricoverati lontano dalla propria città .
La cassetta era collocata all’interno di un ristorante appartenente a una nota catena statunitense di fast food. Poco prima, secondo gli accertamenti, l’uomo avrebbe anche forzato i distributori automatici di un istituto comprensivo del Valdarno.
Insomma, un’attività diversificata: portafogli, carte di credito, merendine e beneficenza. Mancava soltanto il bonus fedeltà .
Gli elementi raccolti durante le indagini hanno portato la Procura di Arezzo a chiedere una misura cautelare. Il cinquantenne dovrà ora restare nella propria abitazione e indossare il braccialetto elettronico, senza potersi allontanare salvo autorizzazione dell’autorità giudiziaria.
Le accuse dovranno naturalmente essere verificate nel corso del procedimento. Nel frattempo la bicicletta, innocente come sempre, resta l’unico mezzo coinvolto che non rischia conseguenze penali.


