Il pensionato e le pulizie pasquali, foto

C’è aria di pulizie dentro la nostra Cattedrale.
La scorsa settimana solerti operai hanno smontato, canna dopo canna, l’organo tanto inviso al nostro pensionato arcivescovo.
Lo strumento fu promesso in dono, in toni trionfalistici, lo scorso 2 gennaio, alla comunità anghiarese del Santuario del Carmine.

Non è la prima volta che questo pensionato fa pulizia in cattedrale.
Manifestò di avere particolarmente a cuore le pulizie già nel 201; era da poco arrivato, che subito attenzionò il coro ligneo della cappella maggiore disegnato da Giorgio Vasari, per intendersi quello dietro l’arca di San Donato nella navata centrale.
Da allora del coro si sono perse le tracce ed in tanti ci chiedemmo, ma continuiamo a chiedercelo tutt’oggi, che fine abbia fatto e dove sia stato allocato!
Risposta mai pervenuta, così come non è mai stata registrata una presa di posizione da parte della intellighenzia urbica che, a parole, dice di tenere alla città e soprattutto al suo patrimonio artistico/culturale ma, purtroppo, non è stata mai conseguente nei fatti!

Ora, la questione va anche letta da un altro punto di vista.
L’organo tanto inviso fu acquistato nel 2006 per dotare la cattedrale di uno strumento in grado di mettere in risalto, con un suono appropriato, la liturgia.
Il tutto avvenne con il beneplacito degli uffici diocesani preposti.
L’organo fu acquistato grazie ai sacerdoti di allora, che contribuirono con offerte, ai fedeli ed in quota parte con l’aiuto della banca dell’epoca.
Questo per dire che la collettività tutta partecipò, mentre oggi la decisione di toglierlo è stata assunta in maniera unilaterale e per giunta da parte di chi non avrebbe più ruolo per farlo.

E tutti tacciono!

Foto smontaggio organo di Felice Rogialli

 

 

 

La Vespa
Dotata di due formidabili antenne capta, nel territorio urbico locale, tutto quanto c'è di anomalo e, a suo insindacabile giudizio, usa il velenoso pungiglione per raccontare e denunciare. Mimetica e veloce vola di qua e di là, da un abuso ad uno sperpero; da un incarico in odore di favore ad un finanziamento dato per l'acquisto dei bigodini della nonna.

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