Sicurezza: D.Ac.Ur al giovane che entrò in un locale a S. Agostino con passamontagna e un collo di bottiglia

Il Questore della Provincia di Arezzo nell’ambito delle Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città applica il D.Ac.Ur. (divieto di accesso alle aree urbane).

 Nell’ambito delle iniziative di prevenzione adottate per garantire la tranquillità e la sicurezza pubblica, il Questore Dario Sallustio ha applicato nella Provincia di Arezzo il D.Ac.Ur., misura di prevenzione personale a tutela della sicurezza di determinati luoghi e in particolare pubblici esercizi o locali di pubblico intrattenimento, proibendovi a determinati soggetti l’accesso e lo stazionamento, innovato dalle modifiche legislative della L. 18 dicembre 2020 n. 173.

Il provvedimento è stato emesso nei confronti del giovane che si è reso recentemente protagonista di una tentata rapina, col volto travisato da un passamontagna, brandendo un collo di bottiglia, ai danni di persone presenti in un pubblico esercizio ubicato in piazza S. Agostino di Arezzo. La volante della Questura di Arezzo, prontamente intervenuta, procedeva al rintraccio e all’arresto dell’autore che si rendeva responsabile anche di resistenza a Pubblico Ufficiale.

La Divisione Polizia Anticrimine avviava l’istruttoria nei confronti del soggetto finalizzata a valutare l’adozione di una eventuale misura di prevenzione. All’esito della quale, ritenendo sussistenti i presupposti per l’applicazione del D.Ac.Ur., in relazione alle Disposizioni per la prevenzione di disordini negli esercizi pubblici e nei locali di pubblico intrattenimento, il Questore della Provincia di Arezzo ha vietato all’autore della condotta violenta, per un periodo di sei mesi, di accedere ai pubblici esercizi o locali di pubblico trattenimento ubicati in questa piazza S. Agostino, nonché di stazionare nelle immediate vicinanze degli stessi.

Il D.Ac.Ur. in questione costituisce uno degli strumenti di prevenzione a tutela della sicurezza delle città la cui violazione è punita con la reclusione da sei mesi a due anni e la multa da 8.000 a 20.000 euro.

Nell’ottica della prevenzione di tali fenomenologie criminali e di intervento nei confronti di manifestazioni di pericolosità sociale, sono al vaglio della Divisione Polizia Anticrimine altri episodi.

Redazione
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