Se l’Ortica piange Arezzo non ride

Alcuni lettori ci chiedono come mai l’Ortica abbia diradato le sue punture ai potenti della città pur mantenendo, come testata informativa, una attenzione ai fatti locali, spesso dando notizie in anteprima e prima degli altri network locali.

Il problema è che la città sta vivendo un periodo abbastanza blando a cominciare da quello politico, mancando i consigli comunali in presenza da cui ricavavamo video esilaranti.

Lo stesso sindaco sembra abbia diradato le sue scappate in America, forse trovando anche lì un gamurrini americano che gli fa la guerra.
Sì perché oramai il sindaco sembra isolato nella sua terrazza in piazza Grande con OraGhinelli che quasi non esiste più.
La stessa vice-sindaca che sembrava facesse fuoco e fiamme sta dimostrando tutta la sua inconsistenza tanto da farci rimpiangere l’ex vice-sindaco motosega.

E poi che fine ha fatto l’art director Beppe Angiolini presentato come il nuovo creatore del rinascimento aretino?

Intanto come dice Marco Donati di Scelgo Arezzo, dopo che la città è stata esclusa dai bandi sport e periferie promossi dalla Presidenza del Consiglio, per difetti nei 4 progetti presentati, Arezzo scende secondo il sole 24Ore anche nell’indice di sportività, perdendo più di 20 posizioni e finendo al 75° posto su 106.

No, non c’è niente da ridere in questo periodo.  Infatti le attenzioni principali sono tutte gestite dalle associazioni commercianti, una città tutta pappa e ciccia, che dopo l’ubriacatura del saracino, aspetta solo l’inizio del mercatino tirolese. (che tristezza!)

Però il traffico in città è sempre più caotico, senza nessun programma per una mobilità sostenibile, e cercheremo di sapere anche i livelli di inquinamento raggiunti.
Delle buche nelle strade non parliamone.

Alcuni parchi sembrano abbandonati, le vasche che li dovrebbero adornare sono solo miseramente secche e sporche; la mancanza cronica di gabinetti crea disagi e sporcizia in varie parti del centro.

Certo, ci sarebbero le riunioni settimanali dei no-vax in piazza San Jacopo, ma anche le loro castronerie ci hanno annoiato da quanto sono incommentabili.

Ed allora di cosa dobbiamo ridere?

Luciano Petrai
Di professione “curioso”, ha attraversato negli anni ’80 le speranze ecologiste collaborando attivamente con gli Amici della Terra – Italia. Ha cavalcato le delusioni politiche e sociali attraverso una buona dose di auto-ironia e di sarcasmo. Attualmente fa parte della redazione del periodico “Essere” ed esprime note e lazzi in una frequentata pagina facebook . Ed ora l’esperienza ne “L’ortica” per continuare a pungere divertendosi.

4 COMMENTI

  1. … E sempre allegri bisogna stare
    Che il nostro piangere fa male al re
    Fa male al ricco e al cardinale
    Diventan tristi se noi piangiam…

  2. Al non c’è niente da ridere , ma tutto da piangere aggiungiamo che nessuno è colpevole del fallimento della Banca Etruria . Per smorzare il pianto vorrei sapere chi avrebbe ordinato lo Yacht Etruria, la mega nave e soprattutto a cosa sarebbe servita una nave ad una Banca.

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