Loro e la pandemia

Dapprincipio, loro hanno trasformato una vicenda difficile e dolorosa come la pandemia in un avvenimento mondano per l’aretino urbano e rurale a colpi di apparizioni giornaliere in diretta televisiva e di comunicati stampa ; loro ci hanno tenuti costantemente informati sull’andamento dell’infezione, snocciolando numeri e dati, grafici e diagrammi, curve e controcurve, in quanto senza di loro, noi, ignoranti come siamo, non avremmo saputo nulla ; e sempre loro ci hanno rassicurato che ce l’avremmo fatta a liberarci dalla malattia

Nella fase 1 dei contagi loro hanno innescato la guerra per le mascherine, lamentandosi del fatto che quelle fornite dalla Regione non reggevano – con tanto di esperimento in diretta televisiva – alla “prova dell’accendino”,  e lasciando ambiguamente intendere che quelle consegnate per prime al domicilio degli aretini fossero state confezionate direttamente dall’Amministrazione Comunale, mentre, in realtà, sapevano che anch’esse provenivano dalla stessa Regione Toscana, solo che erano diverse per modello e colore.

Di lì a poco hanno proseguito la loro guerra personale sui dati Covid, accusando il Direttore dell’ASL Toscana Sud Est di non fornirgli tempestive e dettagliate notizie sul numero dei contagiati e dei tamponi effettuati e pretendendo di conoscere i nominativi di coloro che avevano effettuato il test, sotto minaccia, in caso contrario, di far intervenire la Polizia Municipale per l’acquisizione di tali informazioni.

Nel mese di Maggio loro hanno aperto un nuovo fronte sulla gestione della sanità toscana, avendo trovato “singolare” il fatto che delle tre Città facenti parte della ASL Toscana Sud Est, fossero stati individuati come Ospedali Covid solo il San Donato di Arezzo ed il Misericordia di Grosseto e non anche quello delle Scotte di Siena: parole, che avevano scatenato le indignate reazioni delle autorità sanitarie e politiche senesi e grandi polemiche.

Dopo un’estate di meritato riposo per recuperare energie dalla infodemia, a settembre, in piena campagna elettorale per le amministrative regionali e comunali, loro sono passati nuovamente all’attacco, affermando che, con la presidenza Giani, veniva confermato il sistema delle grandi Usl, che, a dir loro, favorirebbe le roccaforti toscane del PD, Siena e Firenze, a tutto discapito di Arezzo.

E, dopo le elezioni vittoriose e di fronte alla seconda ondata della pandemia, che, ovviamente, si è verificata per colpa di tutto e di tutti esclusi loro, eccoli di nuovo insieme a riaprire le ostilità con Regione e ASL,  proponendo, ai primi di novembre, l’istallazione di un Ospedale da campo per i malati Covid ed affermando che, se ci avessero pensato prima (prima quando ? a novembre, quando loro hanno fatto la proposta ?), “…a quest’ora sarebbe stato già pronto ed operativo”, nonché annunziando la costituzione di una task force di 40 dipendenti comunali in aiuto volontario alla ASL per le operazioni di tracciamento dei contatti diretti.

Loro sono anche quelli che, dimostrando impensabili competenze di infettivologi,  immunologi ed epidemiologi, hanno acquistato test sierologici (i cosìdetti “pungidito”, allo stato, pressoché inutili, considerato che non hanno alcun valore diagnostico e non aiutano a ridurre i contagi), disinvoltamente confondendoli e facendone tutto un fascio con i tamponi molecolari e con quelli antigenici rapidi, perché, dicono loro, bisogna far vedere che “…qualcosa va fatto..” e non importa se vengono buttate via decine di migliaia di euro degli aretini.

Sono ancora loro che qualche giorno fa si sono scagliati contro la sanità toscana per il fatto che la nostra regione è rimasta arancione e non è passata al giallo, accusandola di aver “dopato” i dati dei contagi mediante il calo del numero dei tamponi e ribadendo che, se avessero dato retta a loro e fossero stati fatti screening di massa ed ospedali da campo, non ci saremmo trovati in questa situazione.

Grazie alle loro capacità- non ultima quella di comprendere quale sia l’esatto limite della pazienza umana – abbiamo finalmente capito come si può combattere e vincere una pandemia  !!

 

Etrusco
Aretino doc, la mia grande aspirazione era quella di diventare giornalista ed invece ho fatto per più di 40 anni tutt'altra professione. In gioventù' ho scritto articoli per giornali umoristici universitari del tipo La Bombarda ed Il Pungiglione ed, in seguito, dopo la laurea, sono stato nello staff di televisioni e radio private aretine. Sono da sempre appassionato di sport, che ho praticato sia a livello semiprofessionistico, sia dilettantistico. Sono un innamorato della Giostra del Saracino, nella quale per alcuni anni ho avuto un certo ruolo. A chi mi dice che ho un brutto carattere, perché troppo polemico, rispondo come diceva il Presidente Pertini che " soltanto chi ha carattere, ha un brutto carattere ". Ho fatto tante cose in vita mia e spero che questa non sia l'ultima.=

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