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Arezzo, le notizie di oggi: 8 Dicembre

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Arezzo, le notizie di oggi: 8 Dicembre

Virus, il bollettino: + 13  nuovi casi nella provincia di Arezzo,  2 nel comune. Un 85enne  morto in ospedale

Provincia di Arezzo Periodo di riferimento: dalle ore 14 del 7 Dicembre alle ore 14 del 8 Dicembre 2020

Il numero di nuovi casi positivi nella Asl Tse è di 13 unità, di cui 6 nella provincia di Arezzo e per i quali sono stati effettuati 779 tamponi.
Le persone positive in carico sono 1.192.
Non si registrano guarigioni.
Un decesso in ospedale, un uomo di 85 anni deceduto oggi.

Imprenditori con aziende chiuse assumevano per far ottenere permessi di soggiorno

Imilitari del Nucleo Investigativo di Arezzo e del locale Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro, a conclusione di una complessa e prolungata attività di indagine nata autonomamente a seguito dell’arresto di un soggetto di origini albanesi per reati inerenti gli stupefacenti, tramite servizi di osservazione, controllo ed analisi di documenti, proseguiti per circa un anno e mezzo hanno denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Arezzo complessivamente 16 persone, delle quali 10 di nazionalità pakistana, 4 dell’est Europa e 2 cittadini italiani.[read more]

Gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo ed in concorso tra loro, di numerosi episodi criminosi, quali la truffa aggravata ai danni dello Stato ed il falso in atto pubblico, consumati al fine di ottenere numerose utilità amministrative e giudiziarie.

Il complesso disegno criminale era attuato da imprenditori pakistani, titolari di ditte per la lavorazione di metalli con sede nel comune di Arezzo, che avevano da anni interrotto le attività produttive ed erano ormai sprovviste di una reale sede fisica, nonché delle imprescindibili utenze per i laboratori e mancanti di attività fiscale.

Tali società, tuttavia, non erano mai cessate presso la Camera di Commercio e come delle “scatole vuote” venivano utilizzate, invece, per la realizzazione di numerosi atti amministrativi; infatti i cittadini stranieri coinvolti, fittiziamente assunti e consapevoli di ciò, utilizzavano i relativi contratti di lavoro e le buste paga per ottenere ingiusti profitti, tra i quali il rilascio o il rinnovo di permessi di soggiorno per lavoro subordinato ed indennità di disoccupazione.

Gli organizzatori della rete criminale sono risultati essere due imprenditori pakistani ed un loro parente, che aveva il ruolo di referente unico nei confronti dei professionisti italiani implicati, un commercialista e consulente del lavoro ed un tributarista, che a loro volta curavano tutte le incombenze del caso presso la Pubblica Amministrazione.

Uno degli stranieri coinvolti riusciva perfino, tramite la presentazione di documentazione non veritiera ed inducendo in errore il giudice, ad ottenere una misura meno afflittiva per una vicenda penale in cui era rimasto coinvolto.[/read]

in aggiornamento

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