Mamma ho perso la banca

Tempi duri per i clienti delle banche, tra truffe on-line e risiko bancario si rischia di non capirci più niente.

Così potrà capitare a qualche cliente ex Bancaetruria ed ora UBI di entrare nella propria filiale e vedere tutto cambiato con piadine romagnole e poster di Pantani.

Sì perché con lo spezzatino bancario approvato in questi giorni le spoglie della ex Bancaetruria saranno definitivamente smembrate così come i suoi dipendenti.

Infatti, dopo il passaggio ad Ubi per un euro ora è Ubi banca a passare di mano a Banca Intesa, ma quest’ultima per problemi di antitrust, ha venduto un pacchetto di filiali a BPER, che sta per Banca Popolare dell’Emilia Romagna.

Anche in città le ex filiali di Ubi saranno equamente spartite tra Intesa e Bper.

Così, se siete clienti, ad esempio, della sede storica di Corso Italia, passata a Bper, penserete di aver sbagliato filiale o che con il covid crederete al miraggio di essere al mare in Emilia Romagna.

Certo i tempi sono cambiati e la finanza avanza senza tanto rispetto per le tradizioni locali.

Chi scrive ha lavorato molti anni nella vecchia Bancaetruria che, tra pregi e difetti, è sempre stata una colonna portante di questo territorio e non è un caso che la sua decadenza sia cominciata proprio da quella perdita.

Ma tantè, era già triste con il covid, entrare in quel bel salone della sede centrale oramai vuoto e trovare ogni volta volti nuovi ad attenderti.
Le banche locali non sono mai state delle santarelline ma in certi momenti hanno svolto ruoli sociali importanti proprio perché anche un rapporto umano faceva la differenza.

Poi la mania di grandezza, le lotte intestine, i faccendieri che si sono impossessati della conduzione, hanno fatto il resto.
Ma la massoneria locale e l’Opus Dei non hanno proprio niente da dire in proposito?

Oggi che ci spingono ad operare on line c’è un altro pericolo.
Arrivano a migliaia messaggi phishing che stanno truffando decine di aretini.

Una lettrice ci racconta di essere stata truffata qualche mese fa con messaggi arrivati nella chat della banca e seguiti da una telefonata professionale che non era altro che il consolidamento della truffa.

Truffe, quindi, che si susseguono nel tempo, che avrebbero bisogno di essere perseguite con più tenacia e anche le banche dovrebbero fare la loro parte.
Certo, ci vuole ingenuità, ma una popolazione che crede a Vanna Marchi, ai negazionisti e complottisti e condivide ogni genere di bufale è facilmente manipolabile e navigare nel mare del web senza gli anticorpi può essere pericoloso.

Altrimenti quando andremo in banca, come nel film Mamma ho perso l’aereo diremo:

C’è nessuno? Mamma? Papa? Ma dove siete? Buzz? Megan? Rod? Zio Frank, è uno scherzo vero?

 

 

 

 

Luciano Petrai
Di professione “curioso”, ha attraversato negli anni ’80 le speranze ecologiste collaborando attivamente con gli Amici della Terra – Italia. Ha cavalcato le delusioni politiche e sociali attraverso una buona dose di auto-ironia e di sarcasmo. Attualmente fa parte della redazione del periodico “Essere” ed esprime note e lazzi in una frequentata pagina facebook . Ed ora l’esperienza ne “L’ortica” per continuare a pungere divertendosi.

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