Il gusto dolce e i dolcificanti

I carboidrati semplici (glucosio, fruttosio, galattosio) sono le molecole più diffuse in natura responsabili del gusto dolce, percepito sia dalle papille gustative della lingua sia dai recettori intestinali.
Il gusto dolce lo percepiamo in modo cosciente attraverso le papille gustative presenti nella lingua e nella cavità orale.

Le stesse stimolazioni del gusto dolce sono percepite anche dalle cellule sensoriali presenti lungo tutta la parete intestinale.
Noi però non abbiamo coscienza delle stimolazioni dolci originate dall’intestino perché esse sono gestite dal sistema nervoso autonomo, svincolato dalla nostra conoscenza e volontà. Ma ci sono sempre.

L’intestino è il più grande organo sensoriale del corpo umano. I cinque sensi sono: occhio, gusto, olfatto, tatto, udito.
L’intestino è il sesto senso, registra e porta al cervello tutte le stimolazioni sensoriali generate dagli alimenti.
Il cibo dove passa, lascia il suo segno.

DOLCI DOLCIFICANTI INSULINA
I recettori del dolce, una volta stimolati, inducono la secrezione di GLP-1, un ormone intestinale in grado di gestire la secrezione dell’insulina da parte del pancreas dopo ogni pasto, contribuendo al metabolismo dei carboidrati.

Le cellule sensoriali possono essere attivate non solo dagli alimenti, ma anche dai dolcificanti artificiali quali Aspartame, Saccarina, Fruttosio, Alitame, Sucralosio, Ciclammato, Xilitolo, Sorbitolo, Mannitolo, Maltitolo, Lactitolo, Isomalto, Stevia.
I dolcificanti sono nutrizionalmente attivi, poiché incrementano la percezione gustativa intestinale del dolce e aumentano la capacità di assorbimento dei carboidrati ingeriti con il pasto.
Svolgono cioè un ruolo di “nutrient sensig” e contribuiscono a un maggiore picco glicemico post prandiale.

Terminare un pasto con un caffè dolcificato oppure assumere bevande con dolcificanti durante il pasto crea una condizione favorente un maggiore assorbimento intestinale di glucosio, fruttosio e galattosio.

GUSTO DOLCE E GRASSO
L’uso di dolcificanti, anche nascosti, durante un pasto contribuisce ad alzare la glicemia post prandiale.
Attraverso il controllo della stimolazione sensoriale del dolce, quindi, possiamo governare l’entità dell’assorbimento intestinale.
Il gusto dolce sia generato da molecole alimentari naturali come glucosio-fruttosio-galattosio stimola l’appetito sia generato dai dolcificanti chimici, stimola l’appetito, genera secrezione di insulina.
Il tutto può contribuire all’ accumulo di grasso corporeo.

I dolcificanti, anche se privi di calorie, come recita la pubblicità, non sono neutri ed innocui.
Essi agiscono perché stimolano il gusto dole cosciente nelle papille gustative della lingua, ma stimolano anche le cellule sensoriali intestinali.
Il gusto dolce è sempre più un gusto “artificiale” capace di indurre a mangiare, ad esaltare l’appetibilità e a ridurre la sazietà.
Possiamo essere manipolati nella scelta del nostro cibo quotidiano dal gusto dolce.

Buona giornata in salute.

Pierluigi Rossi
Laureato in Medicina Chirurgia è Specialista in Scienza della Alimentazione, Specialista in Igiene e Medicina Preventiva. E’ stato Primario presso la ASL di Arezzo, Servizio Sanitario della Toscana, per 22 anni, Direttore della U.O. Direzione Sanitaria della stessa ASL, dove ha creato e diretto Ambulatorio di Nutrizione Clinica. Docente dal 1995 al 2009 di Scienza della Alimentazione presso la Università degli Studi di Siena. Docente (a.c.) presso la Università degli Studi di Bologna. E’ autore di un considerevole numero di ricerche scientifiche pubblicate in riviste italiane ed internazionali. Autore di libri. Ha fondato la Scuola di Alimentazione Consapevole, dirige e insegna in Master e Corsi di Nutrizione Clinica a medici, biologi, farmacisti e personale sanitario in molte città italiane e all’estero. Ha elaborato il Metodo Molecolare (Dieta Molecolare) che supera il calcolo giornaliero delle Calorie, considerato un artefatto scientifico perché il corpo umano utilizza per il suo lavoro metabolico solo energia chimica (ATP) e non certo il calore.

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