Lo squallido teatrino della politica aretina

Ad Arezzo i politici, pur di farsi vedere per raccattare qualche voto e ancorarsi alla “cadrega”, si attaccano a qualsiasi cosa, per cavalcare la pancia del probabile elettore.

A sinistra si cavalca il filone “ecologista”, con la questione del taglio degli alberi alla stazione, a destra la questione sicurezza, visto che sono  gli argomenti più sentiti dal cittadino comune.

In realtà nulla di nuovo all’orizzonte, sulla sanità, argomento importante, solo Fausto Tenti del Partito Comunista, ha il coraggio di scrivere, forse forse è uno tra i pochi  politici  che non passano sotto le  logge ( non sono quelle del Vasari), a differenza di altri personaggi, di ogni colore e “sponda”.

Per non pensare a tutto questo squallore, c’è chi ci ha suggerito di piantare un po’ di Maria e fare festa, visto che chiudono le discoteche, e che autorizzino i Rave Party  dove la gente balla da sola e la distanza è garantita dagli ampi spazi.

Ma anche qui c’è chi, toccato nella tasca, sarebbe disposto a sacrificare la salute del cittadino pur di staccare biglietti nel suo locale, maledicendo pubblicamente e non le direttive (sacrosante) del governo centrale.

In attesa di conoscere altri teatrini messi in piedi dai vari politici, per ora l’Ortica passa e chiude.

 

Il Burattino
Giocatore incallito di verbi e parole, iconoclasta e irrispettoso, non si piega e non si spezza, specialmente quando il gioco si fa duro, egli comincia a giocare. Abituato a prendere botte si difende a colpi di mazza, poliglotta e multietnico, è forse il primo immigrato di Arezzo dalle calde terre dell'Africa.

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