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Setteponti asfaltata a rate: mezza strada nuova, mezza ancora in modalità “archeologia del bitume”

Un lettore segnala il tratto della Setteponti verso San Giustino Valdarno: lavori fatti solo in parte e, salendo da Monte Lungo verso Loro Ciuffenna, la strada resta quella di sempre. Cioè un museo a cielo aperto delle crepe

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Setteponti asfaltata a rate: mezza strada nuova, mezza ancora in modalità “archeologia del bitume”

Un lettore segnala il tratto della Setteponti verso San Giustino Valdarno: lavori fatti solo in parte e, salendo da Monte Lungo verso Loro Ciuffenna, la strada resta quella di sempre. Cioè un museo a cielo aperto delle crepe

Ci scrive un lettore, e già questo basterebbe a far tremare l’asfalto, se solo ce ne fosse abbastanza.

La segnalazione riguarda la Setteponti, nel tratto che collega verso San Giustino Valdarno e salendo da Monte Lungo fino a Loro Ciuffenna. Secondo quanto raccontato, i lavori di asfaltatura sarebbero stati fatti “per metà”. Una scelta molto italiana, quasi poetica: sistemare un pezzo e lasciare l’altro lì, come promemoria per le generazioni future. Perché rifare tutta una strada quando si può trasformarla in un confronto didattico tra “prima” e “dopo”?

Dalle foto inviate si vede una carreggiata che in alcuni punti presenta rattoppi, crepe, vecchi segni sull’asfalto e quella meravigliosa texture da “pelle di coccodrillo comunale” che tanto piace agli automobilisti, soprattutto quando devono scegliere se guardare il panorama o evitare di lasciare una sospensione in mezzo alla curva.

Il lettore segnala che la situazione, salendo da Monte Lungo verso Loro Ciuffenna, non sarebbe cambiata. Tradotto dal linguaggio tecnico: la strada resta sempre quella, con il suo fascino ruvido da percorso iniziatico. Altro che turismo lento: qui il turismo rallenta da solo, per legittima difesa.

La Setteponti è una strada importante, panoramica, frequentata e anche bella. Talmente bella che forse qualcuno ha pensato: “Non roviniamola troppo con l’asfalto nuovo, lasciamole quel tocco vintage da provincia operosa ma non troppo”. Un ragionamento raffinato, tipo mettere le scarpe nuove solo al piede destro e poi vantarsi di aver camminato.

Naturalmente non sappiamo se i lavori siano conclusi, sospesi, programmati a stralci o affidati alla mistica del “poi si vede”. Ma la domanda del lettore resta lì, semplice come una buca dopo la pioggia: perché intervenire solo su una parte, lasciando il resto in condizioni ancora critiche?

Per ora, chi passa da quelle parti può godersi un’esperienza completa: paesaggio, curve, olivi, guardrail e asfalto con memoria storica incorporata. La Toscana autentica, insomma. Quella dove anche la strada ti racconta una storia. Peccato che spesso sia una novella nera per ammortizzatori.

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Gino Perticai
Gino Perticai
Dal 1973 nel mondo della comunicazione, una breve esperienza Milanese con A.P.C. agenzia di Marketing, con l’avvento delle prime radio in Fm inizia una serie di esperienze nelle radio locali: Radio Torre Petrarca, Radio OK, Golden Radio, Radio Life,  fino al 1998 momento in cui l’innata curiosità e la voglia di sperimentare novità lo portano a maturare il primo interesse sul world wide web. E' da lì che nel 2000 nasce l’idea delle prime testate regionali on line. Fonda Arezzo Notizie e la dirige fino al Giugno 2016. l'Ortica è la sua nuova scommessa.
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