Questo articolo usa l’ ironia per commentare fatti reali
Alle 15:58 di oggi, nei pressi di Rigutino, un treno con circa 150 passeggeri a bordo ha deciso che la modernità ferroviaria poteva anche fermarsi lì, in mezzo alla linea, per avaria. Una di quelle scene che sembrano uscite da un manuale intitolato: “Come trasformare un viaggio normale in una gita scolastica non autorizzata”.
Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco del Comando di Arezzo, sede Centrale, insieme al personale del 118, agli operatori di Trenitalia e ai volontari della Protezione Civile. È stato attivato il piano prefettizio di protezione civile, perché quando un treno si pianta con 150 persone dentro, tra cui anche una persona disabile, non siamo più alla semplice “attesa per motivi tecnici”: siamo al pellegrinaggio assistito.
I passeggeri sono stati fatti trasbordare verso un altro treno arrivato sul binario parallelo, con destinazione stazione di Castiglion Fiorentino. Una manovra delicata, gestita con attenzione dai soccorritori, che hanno provveduto a far scendere e trasferire tutti in sicurezza. Insomma, una specie di cambio treno al volo, ma senza l’emozione del turismo ferroviario svizzero e con molta più pazienza aretina.
Presenti anche i volontari della Protezione Civile, che hanno assistito i passeggeri distribuendo acqua. Perché va bene restare fermi sui binari, ma almeno non disidratati come gerani d’agosto sul terrazzo.
Nessun dettaglio ulteriore è stato comunicato sulle cause dell’avaria, ma il fatto che sia stato necessario mobilitare Vigili del Fuoco, 118, Trenitalia, Protezione Civile e piano prefettizio racconta già abbastanza. Quando il treno non va avanti, in Italia parte la macchina dei soccorsi. Quella sì, per fortuna, ancora funziona.
Alla fine i viaggiatori sono stati accompagnati verso Castiglion Fiorentino, probabilmente con quella faccia tipica di chi era salito convinto di prendere un treno e invece si è ritrovato protagonista di una prova pratica di evacuazione ferroviaria.
E anche oggi, sulla linea aretina, la puntualità ha fatto come certi vecchi assessori davanti alle buche: s’è vista poco, ma ha fatto parlare parecchio.


