Gaber e il sindaco Ghinelli rivoluzionario

E’stata intitolata a GIORGIO GABER la piazzetta di fronte all’ingresso della Casa delle culture attigua a Piazza Amintore Fanfani.
C’era tutta la stampa aretina e diversi consiglieri comunali.

Il buon Breda Bardelli che, da esperto musicale, parlava di aver proposto un’altra decina di intitolazioni a cantanti come Tenco, Lauzi e chissà, forse Pupo?

In fondo Arezzo è o no la città della musica?

Ma l’omaggio a Giorgio Gaber ha un significato un po’ diverso che Andrea Scanzi, come primo proponente,  ha cercato bene di evidenziare.

Gaber, con le sue canzoni ed i monologhi scritti insieme a Sandro Luporini, segna un’epoca e colpisce la coscienza di molti giovani di allora.

Certo, fa incazzare quasi tutti, perché spara a destra ed a manca, denunciando lo squallore che spesso ci avvolge:

Il conformista

è un uomo a tutto tondo che si muove senza consistenza,

il conformista s’allena a scivolare dentro il mare della maggioranza

è un animale assai comune

che vive di parole da conversazione

di notte sogna e vengon fuori i sogni di altri sognatori

il giorno esplode la sua festa

che è stare in pace con il mondo

e farsi largo galleggiando

il conformista…

Ma oggi tutti sono pronti ad osannarlo perché si sa, il tempo è galantuomo.

Il sindaco Ghinelli è arrivato in gran forma, ha salutato freddamente il consigliere Angelo Rossi che considera una spina nel fianco, e poi manifesta la sua soddisfazione per questo evento.

Preso dall’entusiasmo, ad una domanda che ricorda come Gaber fosse a suo modo un rivoluzionario risponde, lasciando basiti i presenti: Mi sono sempre piaciuti i rivoluzionari perché anche io sono sempre stato un rivoluzionario.

Alcuni si aspettavano che aggiungesse una frase di Gaber:

“Qualcuno era comunista perché credeva di poter essere vivo e felice, solo se lo erano anche gli altri.”

Ma c’è qualcuno che ha mormorato: che vorrà dire, che Ghinelli lascia Oraghinelli e si iscrive a LEU?

Andrea Scanzi sta diventando per Arezzo un vero punto di riferimento.
La sua capacità di relazioni mediatiche gli dà una certa responsabilità per questa città (anche se ci sono ancora molti che non lo sopportano, ma sono pure beghe provinciali) e tutti cercano di attingere alle sue conoscenze.

Il sindaco che gli chiede di contattare Roberto Benigni per rilanciare la città; gli organizzatori del Passioni festival, anch’essi presenti, che sembrano un po’ delusi dal disimpegno del giornalista-scrittore per quella manifestazione.

Ma oggi è la giornata di Gaber e delle sue poesie che hanno anticipato il nostro tempo:

“la vita ci ha delusi

Il nostro orizzonte

è sempre più sfumato

e il tempo corre e frena su di noi”

 

fino a denunciare un clima che oggi viviamo con apprensione:

 

“I mostri che abbiamo dentro

crescono in tutto il mondo

i mostri che abbiamo dentro

ci stanno devastando.

I mostri che abbiamo dentro

che vivono in ogni mente

che nascono in ogni terra

inevitabilmente

ci portano alla guerra.”

Radio Fly presente all’iniziativa, aveva ospitato in diretta l’annuncio dell’intitolazione a Gaber del sindaco Ghinelli ad Andrea Scanzi che era in studio a presentare il suo “Cazzaro verde”.

Siamo certi che ora la radio ci riprogrammerà le belle canzoni del cantautore che potrebbero risvegliarci da un sonno che sta addormentando le nostre coscienze.

Ci manca Gaber perché ci manca sempre più il pensiero, la capacità critica, la partecipazione.

Ed in ogni caso grazie a Scanzi ed al sindaco Ghinelli.

 

Luciano Petrai
Di professione “curioso”, ha attraversato negli anni ’80 le speranze ecologiste collaborando attivamente con gli Amici della Terra – Italia. Ha cavalcato le delusioni politiche e sociali attraverso una buona dose di auto-ironia e di sarcasmo. Attualmente fa parte della redazione del periodico “Essere” ed esprime note e lazzi in una frequentata pagina facebook ( che usa soprattutto per cuccare). Ed ora l’esperienza ne “L’ortica” per continuare a pungere divertendosi.

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