Giani lascia il Vaticano con una buonuscita mica da poco

E’ un po’ un fulmine a ciel sereno, ma c’era da aspettarselo che qualche manina vaticana poco amica imbrogliasse le carte per mettere in difficoltà Domenico Giani, uno che su qualche soggettone ha indagato e quindi a qualcuno ha rotto le scatole.

Storie di vita vaticana, quindi; fatti nella norma in un nido di personaggi dagli armadi macabri.

Ma Domenico Giani resta un personaggio unico, uno che potrebbe raccontare moltissimo di tre papi e che non racconterà nulla, se non aneddoti simpatici utili all’immagine delle figure che ha affiancato per vent’anni da capo della Gendarmeria Vaticana.

A noi resterà, di lui, il ricordo della costante presenza al fianco dei papi, specialmente in giro per il mondo.
Lo abbiamo visto sempre a pochi metri da loro, mai distratto, nemmeno dovendo gestire un bel po’ di gendarmi collegati da quelle ricetrasmittenti microfonate da presentatori TV.

Abbiamo tifato per lui quando correva al fianco della Papa Mobile tra la gente, sperando che non finisse il fiato a metà percorso.
Lo abbiamo pensato in pericolo in più di un’occasione, quasi come i papi stessi.

A vederlo sembra un prete senza abito talare, ma a pensarci bene è stato per tanto tempo una specie di atleta/organizzatore/investigatore mica da poco.

Questo gli varrà una buonuscita importante.
Buona vita tranquilla a lui, a meno che non voglia ricoprire altri incarichi del genere.

Pietro Aretino
« Qui giace l'Aretin, poeta Tosco, che d'ognun disse mal, fuorché di Cristo, scusandosi col dir: "Non lo conosco"! » (Ironica epigrafe indirizzata all'Aretino da Paolo Giovio[1]) È conosciuto principalmente per alcuni suoi scritti dal contenuto considerato quanto mai licenzioso (almeno per l'epoca), fra cui i conosciutissimi Sonetti lussuriosi. Scrisse anche i Dubbi amorosi e opere di contenuto religioso, tese a farlo apprezzare nell'ambiente cardinalizio che a lungo frequentò.

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