Ma Santo Spirito pensa di cavarsela così? (Video)

La questione del disturbo della carriera di Porta del Foro durante la Giostra del Saracino in notturna non può e non deve considerarsi chiusa.
Quel che è successo è qualcosa di grave e non ha riguardato certo soltanto due figuranti (tra l’altro almeno uno degli espulsi non c’entrava).
Chi lo dice o scrive cerca di minimizzare, ma si è trattato di una scelleratezza perpetrata da un gruppo numeroso e “organizzato”.

Si sono mossi all’unisono (direbbe Verdone) verso la lizza e un paio di loro ci sono saliti sopra (uno decisamente) rischiando seriamente di far scartare il cavallo in corsa ben più di quanto si sia verificato.

Si è sfiorato il dramma, questa è la verità, e non si può soprassedere a un fatto del genere; anche perché, ripeto, non è stato il frutto estemporaneo di uno o due “mariuoli”, come li avrebbe chiamati Craxi all’epoca di Tangentopoli.

La verità è che buona parte dei figuranti di Porta Santo Spirito, di fronte al rischio che il cavaliere di Porta del Foro potesse totalizzare 5 punti e metterli sostanzialmente fuori gioco per la vittoria finale, si sono esibiti in un’azione coordinata quanto scellerata.

Gente che vince un Saracino sì e l’altro pure, dovrebbe vergognarsi alla grande.
C’è da aspettarsi, almeno, che buona parte dei figuranti di Porta Santo Spirito cambi per l’edizione di settembre. E comunque i video sono chiari e permetterebbero di identificare gli incoscienti uno a uno…

 

Pietro Aretino
« Qui giace l'Aretin, poeta Tosco, che d'ognun disse mal, fuorché di Cristo, scusandosi col dir: "Non lo conosco"! » (Ironica epigrafe indirizzata all'Aretino da Paolo Giovio[1]) È conosciuto principalmente per alcuni suoi scritti dal contenuto considerato quanto mai licenzioso (almeno per l'epoca), fra cui i conosciutissimi Sonetti lussuriosi. Scrisse anche i Dubbi amorosi e opere di contenuto religioso, tese a farlo apprezzare nell'ambiente cardinalizio che a lungo frequentò.

1 COMMENTO

  1. Per allestire la Giostra in Piazza Grande viene usato di tutto, e gran parte di questo materiale non è certo consono al contesto monumentale rappresentato da questo spazio. Di tutto, meno che il legno: ci si potrebbero costruire le tribune per il pubblico liberando la Piazza da tutta quella immonda ferraglia che ne fa «quasi una gabbia», osservò Pasolini; ci si potrebbero costruire le transenne tra il pubblico in piedi e le comparse; ci si potrebbe costruire un’apposita tribuna per le comparse, com’era negli anni Trenta. Quest’ultima opzione sarebbe risolutiva contro i disturbi alle carriere – come appunto sabato scorso; però i “giostrologhi” a questa possibilità si stracciano le vesti (anzi: i lucchi), sostenendo che gran parte dello spettacolo che la Giostra offre dipende tutto dalla presenza in mezzo alla Piazza delle comparse; salvo poi, rossi di vergogna, dover chiedere scusa, come appunto sabato scorso. Dunque, con questo nobilissimo materiale, con il legno, perché non fabbricarci delle belle transenne [nello stile di quelle dell’anello esterno di Piazza del Campo per il Palio] a delimitare fino a una certa distanza le due lunghezze della lizza, in modo che molto molto difficilmente un figurante possa riuscire ad arrecare disturbo a un giostratore?!

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