Il mercatino dei ragazzi d’annata potrebbe correre qualche rischio

Diciamo subito che il mercatino organizzato dal CALCIT, che non è una squadra di calcio, ma il comitato autonomo lotta contro i tumori, è meritorio.

Dal settembre del 1978, quando Franco Palazzini fece la proposta di organizzare un “mercatino dei ragazzi” per trovare fondi per la lotta contro i tumori, questa iniziativa si è sempre più sviluppata raccogliendo ogni anno diverse centinaia di euro.

Stamani, girando per i banchini di questa 66° edizione, abbiamo visto come la gente continui ad accorrere, magari pensando solo a cercare di fare buoni affari, frugando confusamente nei banchi dove sono ammucchiati abiti di ogni tipo o cercando di contrattare un candelabro venduto a 5 euro ed offerto 3 euro.

Naturalmente si vede che i titolari dei banchini non sono proprio ragazzi, anzi, diremmo diversamente giovani, che svolgono il loro ruolo con professionalità, quasi dei commercianti navigati.

Certo, ci sono anche ragazzini che girano tra la folla con offerte di estrazioni od altro ma forse chiamare tutto questo “mercato dei ragazzi” non ha molto più senso: sarebbe più giusto “mercato delle famiglie”.

Il cocktail che ha fatto il successo di questa iniziativa è micidiale: il senso commerciale che è radicato nella nostra popolazione e quello mangereccio arricchito dallo stand dei “cinghialai” (che brutto termine, ricordano i padri che inseguivano i figli con la “cinghia”) che offrono un pranzo completo a 10 euro.

extra-comunitariMa una particolarità potrebbe, visti i tempi che corriamo, mettere in pericolo lo svolgersi di questa vivace iniziativa: la presenza numerosa di extra-comunitari, in particolare indiani e pakistani, che con le loro numerose famiglie affollano i banchini.

Speriamo non lo venga a sapere il “ministro della chiusura di tutto” perché non ci metterebbe niente a fare un decreto contro il mercatino, accusandolo di favoreggiamento dell’immigrazione.

Intanto, da aretini sagaci, anche il banco del rocchio mette le mani avanti, come vedete nella foto, dicendo che loro offrono “KE BABO DE MAIALE E UNNAETE VISTO KE MAMA”  e poi “ROCCHIO BAB con cipolla a cianfo”.

Forse saranno loro a salvare il mercatino dei ragazzi d’annata dagli strali del ministro della chiusura di tutto!

 

Luciano Petrai
Di professione “curioso”, ha attraversato negli anni ’80 le speranze ecologiste collaborando attivamente con gli Amici della Terra – Italia. Ha cavalcato le delusioni politiche e sociali attraverso una buona dose di auto-ironia e di sarcasmo. Attualmente fa parte della redazione del periodico “Essere” ed esprime note e lazzi in una frequentata pagina facebook ( che usa soprattutto per cuccare). Ed ora l’esperienza ne “L’ortica” per continuare a pungere divertendosi.

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