La pipì gratis non è un diritto, anche se Gamurrini lo vorrebbe

La pipì gratis non è un diritto, anche se Gamurrini lo vorrebbe

A compendio dell’articolo sui bagni per la città del Natale (Arezzo non è una città per incontinenti), il Gamurrini che pubblicamente ha invitato i commercianti a lasciare usare i bagni gratuitamente per agevolare i visitatori, ecco che forse, anche se in buona fede, è una cosa NON DI LEGGE ma discrezionale.

La legge impone che tutti gli esercizi aperti al pubblico, che prevedono un’attività di somministrazione di alimenti e bevande o, in generale, una sosta da parte del cliente, secondo la legge, devono disporre dei servizi igienici. In particolare, per i locali che sono in grado di ospitare un certo numero di persone, i bagni devono sempre essere suddivisi per sesso e devono essere accessibili anche ai portatori di handicap.

Se la toilette non dovesse essere presente, il cliente che ha pagato una consumazione può tranquillamente chiamare i vigili urbani, i quali, constatata l’assenza dei servizi igienici, faranno una multa al proprietario del locale.

Chi, invece, decide di non pagare la consumazione può usufruire liberamente del bagno?
A questa domanda risponde la sentenza del Tar della Toscana del 18/2/2010 che dice “l’uso dei bagni nei pubblici esercizi è un servizio privato fornito ai clienti e non un servizio pubblico a disposizione dei passanti”.
Quindi se per assurdo i bar e i ristoranti e negozi di Arezzo negassero l’uso del bagno, perchè il turista non vuole consumare, il numero di bagni per la manifestazione della Città del Natale (ricordiamo circa 30) è largamente insufficiente e forse anche illegale.
Come si risolve la questione ?
Attendiamo risposte dalle istituzioni preposte.

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