Ad Arezzo, mentre qualcuno ancora pensa che lo sport sia solo calcio, calcetto, discussioni al bar e “l’arbitroè venduto”, c’è chi prende una freccetta, mira bene e porta a casa tre primi posti in Coppa Italia. Così, senza nemmeno bisogno del Var.
Il club dei Lucky Strike, squadra locale di freccette con sede ad Arezzo, si è infatti distinto alle finali della Coppa Italia organizzata da Promotion Sport Darts, disputate proprio nel capoluogo aretino lo scorso fine settimana. Tre giorni di gare al padiglione del centro congressi, con sfide, tensione, bersagli, concentrazione e quella precisione che in città servirebbe anche per rifare certi marciapiedi.
Il risultato è di quelli che pesano: i Lucky Strike si sono aggiudicati il primo posto in ben tre categorie, A1, A2 e Donne AB. Una tripletta secca, pulita, mica chiacchiere da spogliatoio. Qui il bersaglio non si commenta: si colpisce.
Nelle altre categorie, la B1 è andata ai Birrino Darts 2.0, mentre la B2 è stata conquistata dai One Touch. In serie C, gli Aston Birra hanno vinto la C1, il Chiodo Fisso si è preso la C2, mentre il torneo femminile di C è stato conquistato dalle Diversamente Sobrie, nome che da solo meriterebbe una targa comunale, magari accanto a quelle che nessuno legge mai.
Ma la notizia non è soltanto la vittoria aretina. È anche il fatto che le freccette, spesso liquidate da chi non le conosce come passatempo da pub, sono in realtà uno sport vero, seguito e praticato a livello internazionale. Nel Regno Unito, soprattutto in Inghilterra e Galles, i darts riempiono arene da migliaia di persone. Ai Mondiali dell’Alexandra Palace di Londra non ci vanno quattro amici col boccale in mano: ci va un popolo intero, con tifo, pressione, campioni e spettacolo.
Nei Paesi Bassi le freccette sono ormai un fenomeno popolarissimo, con seguito televisivo e praticanti in continuo aumento. Anche in Germania il movimento è cresciuto moltissimo negli ultimi anni, con palazzetti pieni e pubblico da grande evento. Insomma, non proprio la “garetta del dopo cena”, come direbbe quello che poi non prende nemmeno il tabellone da mezzo metro.
In Italia il movimento sta crescendo, spinto anche dal successo mediatico dei grandi tornei internazionali. I praticanti stimati sono circa 10.000 e sul territorio nazionale esiste una rete sempre più attiva di pub, circoli e club sportivi. Anche Arezzo, nel suo piccolo ma neanche troppo, è dentro questa crescita.
In città non mancano luoghi e riferimenti per chi vuole avvicinarsi a questo sport. Dal Rock Heat Club, storico locale aretino con tabelloni e atmosfera da pub, allo Stilnovo Cafe’ in centro, fino a Italian Darts, punto di riferimento per attrezzatura professionale e freccette su misura. Perché sì, anche la freccetta ha la sua tecnica, il suo peso, il suo equilibrio. Non basta tirarla come si lancia il telecomando quando perde l’Arezzo.
La vittoria dei Lucky Strike dimostra che anche uno sport meno raccontato può avere una comunità, una disciplina e risultati importanti. Serve mano ferma, testa fredda, allenamento e capacità di reggere la pressione. Tutte qualità che, detto tra noi, in certi consigli comunali sarebbero materiale da fantascienza.
Il club aretino porta quindi a casa una Coppa Italia da protagonista e mette le freccette sotto una luce diversa: non più soltanto gioco da pub, ma sport competitivo, tecnico e spettacolare. E se qualcuno storce il naso, faccia una prova: si metta davanti al bersaglio, tiri tre freccette e poi ne riparliamo. Possibilmente dopo aver centrato almeno il muro.
Ad Arezzo, stavolta, il centro è stato pieno. E i Lucky Strike hanno fatto strike davvero, anche se con le freccette. Che poi, a pensarci bene, in una città abituata a bersagli mancati, questa è già una piccola rivoluzione sportiva.
Foto: Antonio Frescucci


